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Crisi cementificio Sacci (Greve in Chianti): di nuovo i lavoratori le prime vittime
La richiesta di cassa integrazione per i 125 lavoratori del cementificio Sacci di Greve in Chianti, è l'occasione per fare il punto sulla situazione del settore edilizio e cercare di capire se c'è la volontà politica degli amministratori di sostenere quei lavoratori, sempre più numerosi, che vedono a rischio il proprio posto di lavoro. I dati degli ultimi anni sono preoccupanti e mettono in evidenza una situazione di difficoltà crescente. Le ore di cassa integrazione da agosto 2011 ad agosto 2012 sono aumentate del 44%, mentre sono ben 16.000 i lavoratori del settore edilizio in Toscana che hanno perso il lavoro da maggio 2008 a maggio 2012. È evidente dunque che le imprese in crisi sono molte e che gli ammortizzatori sociali non possono essere l'unica soluzione e, soprattutto, non una risposta a lungo termine. Il segretario del Prc di Firenze, Andrea Malpezzi, commenta così i dati forniti dalla Cgil: "è indispensabile che le istituzioni prendano finalmente un impegno serio verso la situazione di crisi del settore costruzioni e della quale i lavoratori sono, come sempre, le prime vittime. È necessaria la concertazione e l'impegno di tutte le parti affinché sia predisposto un piano di sviluppo industriale serio, che abbia come obiettivo primario il mantenimento di tutti i posti di lavoro. Il territorio del Chianti fiorentino non è solo turismo: le industrie ci sono e chi ci lavora non può essere dimenticato, soprattutto ora che molte di queste sono in crisi. È ora di andare oltre alla favola per cui la tutela dell’ambiente non può coesistere con la salvaguardia dei posti di lavoro: si tratta di due questioni, entrambe vitali, che devono e possono essere complementari, se c’è la volontà politica". Malpezzi chiude parlando del presidio di martedì 20 novembre dei lavoratori della Sacci davanti alla Regione Toscana: "Rifondazione c'era, per portare il proprio sostegno ai 125 lavoratori della Sacci messi in cassa integrazione. È importante tenere sempre alto il livello di attenzione sui temi della crisi e del lavoro, affinché le istituzioni non dimentichino che hanno il dovere di intervenire nelle situazioni di crisi sul proprio territorio."
 
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