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Crisi e informazione, la denuncia del sindacato: "Accanimento contro le piccole testate".

“Decine di testate editoriali sono sull’orlo della chiusura per il taglio di contributi pubblici da anni ridotti con un vero e proprio accanimento verso le piccole testate”. E' l'allarme lanciato dal presidente della Fondazione Di Vittorio (Fdv/Cgiò), Fulvio Fammoni, intervenuto al convegno su “La riforma dell’editoria tra tecnologie e pluralismo”. “Si tratta di giornali – prosegue il sindacalista - in gran parte locali, con orientamenti e opinioni molto diverse, di un patrimonio dell’informazione italiana che va verso la chiusura. Tutto questo è incredibile e inaccettabile proprio mentre si va verso una delega di riordino del settore. Cosa si riordinerà se il settore non c’è più?”. Il settore, secondo i numeri forniti dal sindacato fattura circa 500 milioni di euro e impiega oltre 4 mila persone. Nel frattempo, ricorda il presidente della Fdv, “in Parlamento si discute ancora di norme relative alla diffamazione sbagliate e pericolose e solo pochi mesi fa si sono proposte norme bavaglio, speriamo definitivamente sepolte, sulle intercettazioni. C’è dunque un clima verso l’informazione preoccupante e che dobbiamo aiutare a cambiare, non difendendo tutto, ma difendendo il lavoro, lo sviluppo e la libertà di informazione, che - conclude Fammoni - sono irrinunciabili”.

La crisi colpisce le piccole come le grandi testate. L’Espresso è in sciopero (due giorni) contro i tagli del personale, che in un comunicato del sindacato vengono definiti “pesanti”. ''I tagli all'organico, nonostante un bilancio di gruppo in utile anche per il 2012, mettono a rischio il livello dell'informazione fino ad oggi fornita da questo settimanale. L'Espresso - sottolinea ancora l'assemblea dei redattori – in questi anni ha continuato a distinguersi per le sue battaglie civili, le sue inchieste e la sua indipendenza da qualsiasi centro di potere. I giornalisti dell'Espresso intendono continuare ad essere al servizio del loro pubblico con mezzi adeguati e non accetteranno di tradire il patto di fiducia costruito nei decenni con i lettori”. L’assemblea dei giornalisti ha votato un secondo pacchetto di scioperi per altri otto giorni.

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