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Rapporto OIL: la crisi aggrava le discriminazioni verso le donne nel mercato del lavoro
La crisi ha globalmente accentuato le differenze di genere in termini di disoccupazione e di rapporto impiego/popolazione. Questa la conclusione del Rapporto dell'Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) “Tendenze globali dell'occupazione femminile” (Global Employment Trends for Women 2012), presentato l’11 dicembre a Ginevra, sulla base di un'analisi delle differenze di genere dal punto di vista di fattori come disoccupazione, occupazione, partecipazione alla forza lavoro, vulnerabilità e segregazione professionale e settoriale.

Nei paesi industrializzati, la crisi sembra aver colpito maggiormente gli uomini che lavorano nei settori legati al commercio rispetto alle donne che lavorano nel settore sanitario e dell’istruzione. Nei paesi in via di sviluppo, al contrario, le donne sono state colpite più duramente nei settori legati al commercio.

Tra molte altre cose, il Rapporto evidenzia che: 

- dal 2002 al 2007, il tasso di disoccupazione femminile, su scala globale, era del 5,8%, rispetto al 5,3% degli uomini. La crisi ha aumentato questa differenza dallo 0,5% allo 0,7%, ed ha di fatto distrutto almeno 13 milioni di posti di lavoro delle donne;

- la differenza di genere nel rapporto impiego-popolazione è diminuita leggermente prima della crisi, ma rimane elevata a 24,5 punti. La riduzione è stata particolarmente significativa in America Latina e Caraibi, nelle economie avanzate, in Africa e in Medio Oriente;

- la differenza nella partecipazione alla forza lavoro si era ridotta negli anni ’90, ma da allora non è stato registrato alcun avanzamento. Nell’ultimo decennio, sia i tassi di partecipazione delle donne sia quelli degli uomini hanno subito un calo, in parte a causa dell’istruzione, dell’invecchiamento e dell’effetto “scoraggiamento”;

- oggi la percentuale di donne in impieghi “vulnerabili” è del 50% rispetto al 48% di uomini. Queste differenze sono più marcate in Nordafrica, in Medio Oriente e in Africa sub-sahariana;

- l’indicatore sulla segregazione per settore economico indica che le donne hanno una scelta di occupazione più limitata. Questa forma di segregazione è aumentata nel corso del tempo, con le donne che lasciano l’agricoltura nei paesi in via di sviluppo o passano dall’industria ai servizi nei paesi industrializzati;

- nelle economie avanzate, l’occupazione femminile nell’industria si è dimezzata, mentre ha raggiunto una presenza dell’85% nel settore dei servizi, soprattutto nell’insegnamento e nella sanità.
 
Il Rapporto raccomanda l’estensione delle misure di protezione sociale per ridurre le vulnerabilità delle donne, investimenti nello sviluppo di competenze e nell’istruzione e politiche per promuovere l’accesso all’occupazione.

Questo studio formula infine  una serie di raccomandazioni per aiutare le famiglie a superare i pregiudizi di genere nelle decisioni relative al lavoro e a diminuire le disparità nel mercato del lavoro: 

- migliorare le infrastrutture per ridurre il carico di lavoro domestico. A seconda del livello di sviluppo, questo può riguardare l’aumento della disponibilità di elettricità e di acqua, di servizi sanitari, strade e trasporti;

- fornire servizi per la cura, in particolare quelli destinati ai bambini;

- equilibrare le differenza di genere nel lavoro retribuito e non retribuito, principalmente attraverso programmi che promuovano un’equa ripartizione delle responsabilità familiari;

- riconsiderare i costi-benefici nella specializzazione di genere, soprattutto garantendo che le imposte e le sovvenzioni non creino disincentivi per le famiglie con due fonti di reddito;

- compensare le disuguaglianze in termini di opportunità di impiego tra donne e uomini, in particolare con misure volte ad eliminare l’impatto negativo delle interruzioni di carriera attraverso congedi di maternità retribuiti e il diritto a ritornare al proprio posto di lavoro;

- promuovere campagne di sensibilizzazione per combattere gli stereotipi legati al sesso e garantire l’applicazione della legislazione contro la discriminazione.
 
Il Rapporto può essere letto integralmente in inglese collegandosi al link:
http://www.ilo.org/global/ research/global-reports/ global-employment-trends/WCMS_ 195447/lang--it/index.htm
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