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Ataf privatizzata dal 1 dicembre. Rifondazione chiede massima responsabilità sociale alla nuova proprietà
Dal 1 dicembre 2012 Ataf è ufficialmente un’azienda privata: in quella data è infatti avvenuto il passaggio dalla vecchia proprietà, Ataf Spa, di proprietà pubblica, alla nuova, Ataf Gestioni Srl, società soggetta al controllo di Busitalia – Sita Nord (in pratica le Ferrovie). Il passaggio è avvenuto senza alcun tipo di accordo con i sindacati, che sono stati accuratamente tenuti ai margini di ogni mossa e decisione. “È dall’inizio della vicenda che Rifondazione sta dalla parte della RSU aziendale – afferma Andrea Malpezzi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista – ed oggi torniamo a schierarci da quella parte. Abbiamo sempre sostenuto come la privatizzazione del trasporto pubblico fosse una scelta scellerata e contraria all’interesse dei cittadini e dei lavoratori di Ataf, ed oggi si incominciano a vederne le prime conseguenze. Infatti, la prima cosa che i nuovi dirigenti hanno messo sul tavolo è stata un pacchetto di misure di incentivo all’esodo, ancora non precisate nei numeri e nei tempi, e l’annuncio del licenziamento di tre dirigenti.” La notizia è arrivata il primo dicembre, al momento della presentazione del nuovo staff alla Rsu aziendale, e ha destato numerose perplessità tra i lavoratori. Infatti, non è stato ancora delineato con chiarezza il piano industriale che la nuova proprietà dovrebbe predisporre e, soprattutto, non è stata garantita la tenuta del livello occupazionale e nemmeno si è capito con quale tipo di responsabilità sociale i nuovi proprietari si apprestano a trattare il tema della salvaguardia dei posti di lavoro. La prossima settimana è previsto un tavolo con i sindacati, nel quale si discuteranno nel dettaglio alcuni aspetti legati ai diritti, all’occupazione e ai salari. “Il pericolo di licenziamenti è quanto mai reale – conclude Malpezzi – e auspico che le Istituzioni, sebbene Ataf sia ormai privatizzata, rimangano vigili su quello che la nuova proprietà ha intenzione di fare. Già il trasporto pubblico fiorentino, che Rifondazione continua a considerare un bene comune di primaria importanza, ha subito un grave attacco ed è stato letteralmente svenduto; adesso, non vorrei che anche sulla salvaguardia dei posti di lavoro si permettesse ai privati di fare come vogliono, rompendo il dialogo con i sindacati e lasciandogli così la possibilità di licenziare indisturbati.”

Irene Bicchielli
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