Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 16:51
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Fiat, sessantuno denunce per comportamento antisindacale: firmato, Fiom
Sessantuno denunce per comportamento antisindacale e un numero verde per i lavoratori che vogliono capire cosa sta realmente accadendo nei vari siti produttivi. Non c’è solo lo sciopero generale tra le armi che la Fiat è pronta a mettere in campo nella vicenda Fiat. Il segretario nazionale Fiom-Cgil, Giorgio Airaudo, in conferenza stampa, oggi ha illustrato quella che potremmo definire ”l’artiglieria leggera”: ventotto denunce riguarderanno il Piemonte, ma saranno coinvolti 20 tribunali in tutta Italia.
”Ci stiamo attrezzando, se necessario, ad arrivare fino alla Corte costituzionale perchè si tratta di un diritto intoccabile dei lavoratori, la libertà di scegliere i propri rappresentanti sindacali”, dice. Al centro della cause sarà il mancato riconoscimento da parte della Fiat dei rappresentanti sindacali che la Fiom ha fatto eleggere e il rifiuto a concedere assemblee e permessi. “Pensiamo che la Fiat stia abusando di un diritto, considera che solo i firmatari del suo contratto possano godere degli effetti dello Statuto dei lavoratori - aggiunge Airaudo - ci rincuora il fatto che è stata già condannata per comportamento antisindacale alla Fip di Pomigliano dal Tribunale di Torino”. Entro un mese-un mese e mezzo la Fiom conta di avere tutte le 61 sentenze. Altre denunce specifiche riguarderanno poi la questione dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza, la cui elezione è disciplinata per legge, e la presenza di rappresentanti Fiom nei comitati aziendali europei.
Inoltre c’è anche una campagna di controinformazione per far sapere quello che la Fiat non dice sul nuovo contratto.
Il numero verde (800.658.166) è per i lavoratori “che hanno dubbi e che vogliono sentire una voce diversa da quella Fiat”. “I nostri delegati - afferma Airaudo - si stanno misurando con una vera e propria campagna di consenso che Fiat ha avviato attraverso mezzi audiovisivi e con l’attivazione di un call center. Abbiamo registrato un cambio di natura: la Fiat pensa di rappresentare direttamente i lavoratori”.
L'opuscolo, di poche pagine, affronta tutti i temi più duri del “nuovo contratto" della Fiat dalla clausola di responsabilità alla distruzione delle rappresentanze sindacali liberamente elette. Nella pubblicazione c'è anche una analisi chiara degli orari di lavoro e della retribuzione.
Costretti dall’offensiva di Sergio Marchionne, la presenza della Fiom si è resa più visibile all’esterno, attraverso camper, tende, gazebi.
Secondo Maurizio Landini, che ha parlato da Firenze, dove si è tenuta l’assemblea di Federmeccanica, “quello che la Fiat ha imposto in modo autoritario è un nuovo sistema di gestione delle imprese in cui il sindacato non esiste più”. Il leader della Fiom ricorda che alla richiesta avanzata da 20 mila persone di fare un referendum abrogativo “la risposta è stata negativa”. “Hanno fatto votare sotto ricatto a Pomigliano e a Mirafiori e gli altri 86 mila che chiedono di potersi esprimere su quell’accordo non possono farlo”.