Martedì 22 Maggio 2012 - Ultimo aggiornamento 16:51
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Roma, sulla metro C l'ombra della corruzione e del lavoro nero

Sulla metro C di Roma si allunga l’ombra della corruzione e del lavoro nero. Dopo i rilievi pesanti della Corte dei conti che aveva parlato della linea C come della più costosa d'Europa, oggi è la stessa magistratura contabile ad adombrare un profilo penale parlando espressamente di una possibile “corruzione”. I numeri parlano chiaro: i costi sono letteralemente triplicati. Intanto, la Fillea-Cgil documenta come ci sono decine di operai coinvolti in un enorme giro di lavoro nero e sottopagato, a sei euro l’ora, con turni di lavoro anche di dodici ore. Due facce di una stessa medaglia: la corruzione e gli alti costi da una parte e lo sfruttamento dall’altra. “Per l'incidenza perniciosa della corruzione si son riversati sulla finanza pubblica costi veramente insopportabili e moralmente inaccettabili: come ad esempio i problemi emersi nella prima fase di realizzazione della linea C della Metropolitana di Roma”, ha detto nella sua relazione il procuratore regionale della sezione giurisdizionale del Lazio della Corte dei Conti, Angelo Raffaele De Dominicis, nel corso della cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario. La relazione della magistratura contabile parla di assenza di strategia progettuale e di finanziamenti incerti che rendono “impietoso” il confronto “con i tempi assai rapidi di progettazione ed esecuzione di altre linee metropolitane europee”. Per non parlare delle spese: secondo lo stesso amministratore delegato di Roma Metropolitane Federico Bortoli (prima dimessosi e poi rientrato nei ranghi) “la linea C è la metro più costosa d'Europa”. La relazione scritta dai magistrati della sezione centrale di controllo è un decalogo di critiche alla linea C: “prevista per il Giubileo del 2000”, ad oggi “risulta notevolmente ridimensionata per l'abbandono di qualificanti opere integrative e complementari”. E il costo? Aggiornato a 3.379.686.560 euro” senza le opere complementari, “con la progettazione definitiva della tratta più complessa” (del centro storico), per la Corte dei Conti, è destinato ad aumentare ancora. E “notevolmente”. Secondo stime di Italia Nostra, la spesa “tutta pubblica”, per il tratto Pantano-Clodio ammonterebbe addirittura a 6 miliardi di euro. “L'incremento dei costi e dei tempi per la realizzazione della linea C c'è stato ma non nei termini di cui si è parlato - ribatte l'Ad di Roma Metropolitane Federico Bortoli -: rispetto a 15 anni fa, quando fu fatto il progetto, il costo è cresciuto del 12%”. Non finisce qui. Nel dossier, di quasi 200 pagine, la Corte sottolinea anche che “in violazione della normativa comunitaria, gli incarichi di collaudo sono stati affidati senza alcuna forma di selezione o pubblicità pur in presenza di compensi rilevantissimi”.