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Treni notte, tanta solidarietà ieri al "binario 21"
Wagon Lits, ovvero treni-notte: dall’8 dicembre sulla torre faro della stazione Centrale contro i licenziamenti. Nonostante la neve e il gelo, i lavoratori non demordono. E nemmeno la solidarietà, che ieri ha preso forma di un sit in a piazza Cairoli al grido di “Siamo tutti sulla torre”. Una manifestazione organizzata dal comitato “Binario 21 chiama Italia”. “Sosteniamo i lavoratori che rischiano di perdere il posto, ma anche i trasporti a prezzi sostenibili, un diritto di tutti i cittadini”, dice Elena Bellini, padovana, responsabile della comunicazione del comitato. “La sera dell’8 dicembre ero alla stazione di Milano, ho visto la prima manifestazione degli operai dei treni notte, mi è venuto spontaneo appoggiarli”, aggiunge. Oliviero Cassini e Stanislao Focarelli (al momento del loro turno, ndr) sono sulla torre perché vogliono difendere il loro posto di lavoro, che Trenitalia ha messo in discussione con la forte riduzione del servizio sui treni notte, ma anche il principio del “servizio universale”, ovvero il diritto alla mobilità per tutti i cittadini.
Dietro questa brutta vicenda della soppressione dei treni-notte c’è il posto di lavoro di circa 800 addetti e, guarda caso, la cosiddetta legge del mercato. O meglio, ciò che Trenitalia ritiene più conveniente per l’azienda: favorire da una parte Alitalia e cedere parte del servizio alle ferrovie francesi.
Tra gli altri, durante il sit in hanno parlato il consigliere provinciale Massimo Gatti, il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo, il consigliere regionale Giuseppe Civati e Paolo Limonta, delegato ai rapporti con la città della giunta milanese, che è decisa ad ottenere dal ministero dello Sviluppo almeno un tavolo di discussione.
Sotto la torre del “binario 21” sono passati in tanti. Cittadini, politici, sindacalisti: il consigliere regionale di Sel e attore Giulio Cavalli e persino Elio e Rocco Tanica di “Elio e le storie tese”.

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