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Grecia, prende in ostaggio due persone per riavere il posto di lavoro
Nuovo dramma della disperazione provocata dalla crisi economica in Grecia. Un uomo di 62 anni, padre di due figli, licenziato otto mesi fa dalla fabbrica in cui lavorava, ha ferito due fersone a colpi di fucile e ne ha prese in ostaggio altre due nel tentativo di riottenere il suo posto di lavoro. Lo riferisce la Tv Net precisando che l'episodio è avvenuto nell'impianto della Helesi (Industria ellenica per sistemi ecologici) nella cittadina di Komotini - Grecia nord-orientale - dove si producono contenitori in plastica per la spazzatura. Secondo una prima ricostruzione dell'accaduto, l'uomo ha fatto irruzione armato di fucile negli uffici della fabbrica ed ha aperto il fuoco ferendo il proprietario, Athanasios Andrianopoulos, un suo impiegato e successivamente un agente di polizia intervenuto sul posto. L'uomo, sotto la minaccia dell'arma ha quindi preso in ostaggio altri due impiegati della ditta, probabilmente due autisti, con i quali è tuttora rinchiuso all'interno della fabbrica da cui, negli ultimi mesi, sono stati licenziati circa 300 dipendenti. Negoziati sono in corso tra i poliziotti ed il sequestratore nella fabbrica che nel frattempo è stata circondata dalle forze dell'ordine. I tre feriti sono ricoverati in ospedale ma, secondo i sanitari, non versano in condizioni gravi.
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