Giovedì 31 Luglio 2014 - Ultimo aggiornamento 13:30
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La Fornero non convince i lavoratori. Intanto continuano le mobilitazioni
Contestazioni, tante, e applausi di pura cortesia. Finisce così l’atteso confronto con i lavoratori presso l’Alenia di Torino del ministro Elsa Fornero, che aveva accettato un invito della Fiom. Intanto, anche oggi è stata una giornata di mobilitazione in mezza Italia contro le misure del Governo contenute nel pacchetto Lavoro ma anche contro la mancanza di un qualsiasi indirizzo credibile che aiuti il paese ad uscire dalla crisi. Genova, Torino, Pisa, Catanzaro, Vicenza, le città dove la protesta dei lavoratori si è fatta sentire.

Alla fine, la fotografia migliore della giornata della Fornero in mezzo ai lavoratori la dà il segretario del sindacato, Giorgio Airaudo: “Siamo usciti da questa assemblea con una convinzione precisa, non rinunciare a tentare di far cambiare idea a questo ministro e a questo governo. Pensiamo che serva uno sciopero generale, che bisogna bloccare tutto il Paese perché non possono pagare solo i lavoratori”. Insomma, se la Cgil si sentiva scavalcata ora può stare tranquilla. Il Governo non sembra in procinto di fare “concessioni” e su uno dei nodi del pacchetto, gli esodati, è ancora “alla ricerca di soluzioni”.

Oggi le mobilitazioni sono continuate. A Genova, un corteo di centinaia di operai di Fincantieri, Ilva e Ansaldo ha bloccato il casello autostradale di Genova Ovest, mentre un presidio di portuali dopo aver bloccato il varco di Ponte Etiopia si è unito a loro. Tutti sono stati poi raggiunti da un corteo di edili.

Cgil Calabria è scesa in piazza a Catanzaro con i lavoratori in mobilità per rivendicare occupazione e politiche che rispondano alla vera emergenza della Regione, il lavoro. “Servono -dice la Cgil Calabria - modifiche al disegno di legge sul lavoro per quanto riguarda i capitoli mobilità e voucher in agricoltura, misure che da noi potrebbero determinare effetti drammatici”. Il segretario generale, Michele Gravano, fa infatti sapere che “entro la fine dell'anno saranno 30 mila i lavoratori in mobilità”. “In una situazione dai caratteri esplosivi - dice ancora - servono risposte immediate”.

Contro la riforma del mercato del lavoro hanno scioperato per tutto il giorno i lavoratori bancari, assicurativi ed esattoriali di Torino e provincia, per iniziativa della Fisac Cgil. La categoria conta oltre 15.000 lavoratori nella provincia di Torino nei tre settori. La protesta è stata decisa “per evidenziare come in un momento di pesante recessione, che sta portando alla perdita di migliaia e migliaia di posti di lavoro, la priorità del governo dovrebbe essere praticare una politica economica che faccia crescere il Paese, incidendo positivamente sull'occupazione e non varare provvedimenti tesi a facilitare i licenziamenti, e a non tutelare i lavoratori precari, in mobilità o disoccupati”.

Tre, gli scioperi territoriali nelle ultime 4 ore di lavoro di ogni turno e manifestazioni davanti alla Sevel di Atessa (azienda del Gruppo Fiat), alla Prefettura di Chieti ed alla Denso di San Salvo (colosso metalmeccanico giapponese specializzato negli alternatori). Così la Cgil di Chieti, di fronte ai dati sulla cassa integrazione ordinaria (+66,64%) e straordinaria (+33,06%) in provincia nel primo trimestre 2012, ha deciso “di dire al Governo di occuparsi di lavoro ed al Parlamento di migliorare il disegno di legge sul mercato del lavoro, recuperando la piena tutela dell'articolo 18, della Legge 300/70, riducendo - scrive - le forme di lavoro precario in favore del lavoro a tempo indeterminato ed assicurando un sistema di ammortizzatori sociali che diano a tutti la possibilità di accedervi e trovarvi la necessaria tutela del reddito”. Il 24 aprile saranno i lavoratori del Lancianese e del Sangro - Aventino a scioperare ed a manifestare dalle 12 alle 14 davanti ai cancelli della Sevel di Atessa. Poi, il 26 aprile, i lavoratori del Chietino-Ortonese si asterranno dal lavorare e manifesteranno davanti alla Prefettura di Chieti dalle 11 alle 130. Il 4 maggio, infine, sarà la volta dello sciopero dei lavoratori del Vastese e del Trigno - Sinello, che manifesteranno dalle 10.30 alle 12.30 davanti ai cancelli della Denso di San Salvo.

Mobilitazioni contro il Governo anche a Pisa, con gli operai che bloccano la zona industriale di Ospedaletto e mandano in tilt il traffico. La mobilitazione si è caratterizzata con uno sciopero di due ore (dalle 800 alle 10) indetto dalla Fiom-Cgil. In strada operai di Ceteco, All.Co, Intecs, Ciet, Ge.Im, e a cui si sono uniti anche i lavoratori di Abiogen (farmaceutici) e Metro (commercio). "Un disegno di legge che si può sintetizzare in poche parole - si legge nel volantino distribuito questa mattina agli automobilisti - meno diritti, meno ammortizzatori sociali e la riscrittura dell'articolo 18 che rende un miraggio il reintegro in caso di licenziamento illegittimo, possibile solo (e forse) come sostiene Monti, per fattispecie molto estreme e improbabili".
Alla All.co, dove lavorano 180 dipendenti, dopo una lunga vertenza che ha visto negli scorsi mesi il progressivo pensionamento di 12 persone, permane tuttora la cassa integrazione per una decina di persone. ma i delegati Rsu ribadiscono che la Cassa non riguarda a rotazione tutto il personale ma solo una parte, guarda caso iscritta alla Cgil Grosse difficoltà si registrano invece alla Ge.Im, che si occupa di impianti per la telefonia e ha una ventina di dipendenti nella sede pisana che non percepiscono stipendio da Gennaio e
neppure la tredicesima si è vista. Preoccupazioni anche dai lavoratori della Ciet che dovrebbe partecipare ad una grossa gara con l'Enel ma nel frattempo si parla di cessione di ramo d'azienda per 60/70 persone.
Presenti alla manifestazione infine anche i Cobas che si sono uniti ai lavoratori della fiom distribuendo un volantino: "Licenziamenti individuali, ammortizzatori sociali, precariato, permanenza dei licenziamenti per ragioni individuali altro che successo nella trattativa parlamentare.", I Cobas lanciano un appello per lo sciopero generale e nel frattempo per "estendere la mobilitazione dai metalmeccanici a tutte le categorie, pubblico impiego incluso per il quale il mninistro Patroni Griffi ha annunciato giorni fa licenziamenti, mobilità e tagli occupazionali di migliaia di posti di lavoro".

Circa 500 lavoratori dell'area industriale di Thiene, Schio, Chiuppano e Marano vicentino, in provincia di vicenza, hanno fatto sentire la loro voce. Il corteo, partito dal parcheggio del centro commerciale Carrefour di Thiene, ha sfilato sino alla rotatoria che conduce al casello autostradale, bloccando di fatto la circolazione di auto e mezzi pesanti. Allo sciopero, indetto dalla Cgil di Vicenza, hanno aderito anche Uil, Cub, Cobas e Usb.