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Noam Chomsky: Primo Maggio

Sembra che il Primo Maggio sia conosciuto dappertutto, salvo dove ha avuto inizio, qui negli Stati Uniti d’America. E’ perché quelli al potere hanno fatto tutto quello che hanno potuto per cancellarne il vero significato. Ad esempio Ronald Reagan ha designato quello che ha chiamato il “Giorno della Legge”, una giornata di fanatismo sciovinista, una specie di affondamento extra del coltello nel movimento sindacale.  Oggi c’è una rinnovata consapevolezza, cui ha dato energia l’organizzazione promossa dal movimento Occupy, a proposito del Primo Maggio e della sua rilevanza per le riforme e forse per la rivoluzione finale.

Se si è rivoluzionari seri,  allora non si deve andare in cerca di una rivoluzione dittatoriale, bensì di una rivoluzione popolare che si muova in direzione della libertà e della democrazia. Essa può aver luogo solo se è realizzata da una massa della popolazione, che la porta avanti e risolve i problemi. Le persone non assumeranno quell’impegno, comprensibilmente, se non avranno scoperto da sole che ci sono limiti alle riforme.

Un rivoluzionario sensato cercherà di spingere le riforme ai limiti, per due buoni motivi. Primo, perché le riforme possono essere preziose di per sé.  La gente dovrebbe avere una giornata lavorativa di otto ore anziché una di dodici ore. E in generale dovremmo voler agire in conformità a valori etici rispettabili.

In secondo luogo, per motivi strategici, si dovrebbe mostrare che ci sono limiti alle riforme. Forse a volte il sistema di adatterà alle riforme necessarie. In tal caso, tanto meglio.  Ma se non è così, allora sorgono altre domande. Forse è quello il momento in cui la resistenza è un passo necessario per superare le barriere ai cambiamenti giustificati. Forse è arrivato il momento di ricorrere a misure coercitive in difesa dei diritti e della giustizia, una forma di autodifesa.  A meno che la popolazione, in generale, riconosca che tali misure sono una forma di autodifesa, non parteciperà ad essa, o almeno non dovrebbe farlo.

Se si arriva a un punto in cui le istituzioni esistenti non si piegano alla volontà popolare, si devono eliminare le istituzioni.

Il Primo Maggio è comincia qui a noi, ma poi è diventato una giornata internazionale a sostegno dei lavoratori statunitensi che era sottoposti a una violenza brutale e a sanzioni giudiziarie.

Oggi la lotta prosegue per celebrare il Primo Maggio non come una “giornata della legge”, secondo la definizione dei leader politici, bensì come una giornata il cui significato è deciso dal popolo, una giornata radicata nell’organizzazione e nel lavoro per un futuro migliore per tutta la società.

Zuccotti Park Press, un progetto dell’Adelante Alliance, un gruppo di sostegno agli immigrati con sede a Brooklyn, sta pubblicando il primo maggio  ‘Occupy’, un nuovo libro di Noam Chomsky.

 

 

Da Z Net – Lo spirito della resistenza è vivo

www.znetitaly.org

Fonte: http://www.zcommunications.org/may-day-by-noam-chomsky

Originale: Zuccotti Park Press

 

traduzione di Giuseppe Volpe

Traduzione © 2012 ZNET Italy – Licenza Creative Commons CC BY-NC-SA 3.0