Sabato 15 Agosto 2020 - Ultimo aggiornamento 09:28
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
L'azienda chiude, lavoratore si suicida
Si chiamava Paolo Vecchia, aveva 31 anni. Domenica 17 giugno si è tolto la vita a Montebello della Battaglia (Pavia) , dopo il fallimento dell'azienda in cui lavorava: la Brasilia di Retorbido. L'uomo si è impiccato all'interno della sua abitazione. A quanto si apprende, la tragedia è stata causata proprio dalla perdita del posto di lavoro.

La Brasilia è un'impresa che produce macchine per caffè. E' stata dichiarata fallita per insolvenza dal Tribunale di Milano, nonostante la buona posizione di mercato e un certo numero di commesse. L'azienda non aveva la liquidità necessaria per pagare i creditori e far ripartire la produzione, quindi la decisione del fallimento.

Molti messaggi sono visibili nella pagina Facebook "Solidarietà ai lavoratori della Brasilia". I colleghi di Vecchia hanno sottolineato il collegamento tra il suicidio e la condizione lavorativa, mettendolo in relazione con la fine della ditta.

E oggi è arrivato l'intervento della Cgil di Pavia , che esprime profonda solidarietà alla famiglia e agli amici di Paolo. Le ragioni del gesto "non sono interpretabili e probabilmente frutto di molteplici ragioni", dice la nota sindacale. "Tra questi - però - possiamo pensare che vi sia stata anche la pesante situazione che ha dovuto sopportare in questi mesi in ragione alle difficoltà legate al suo posto di lavoro in Brasilia".

"Mesi senza reddito - infatti - e soprattutto la difficoltà di immaginare una via d'uscita, un futuro, per un uomo come Paolo di soli 30 anni è impresa assai ardua, forse per chiunque". Negli ultimi mesi Paolo si era avvicinato al sindacato. "Insieme a noi ha condiviso lotte, speranze, voglia di giustizia e desiderio di futuro".

Per questi motivi "ci sentiamo ancora più impegnati affinché la grave crisi economica e occupazionale che attraversa la nostra Provincia trovi soluzioni dignitose ai tanti problemi che vi sono, ai bisogni di donne e uomini - conclude la Cgil -, al loro diritto a un lavoro che consenta di costruirsi un domani ".
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi