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A Pavia come a Nardò un anno fa: migranti in lotta contro lo sfruttamento
Paolo Ferrero, segretario del Partito della Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra, ha incontrato i braccianti in sciopero di Castel Nuovo Scrivia in provincia di Pavia."NO SFRUTTAMENTO, NO SCHIAVISMO, SOLIDARIETA' AI MIGRANTI IN LOTTA" si può leggere sui loro volantini. 
Da venerdì 22 giugno, i migranti della azienda agricola Bruno Lazzaro di Castelnuovo Scrivia sono in sciopero contro le terribili condizioni lavorative (fino a 13-14 ore al giorno, domeniche e festivi compresi), contro il rifiuto dell'azienda di pagare gli stipendi (da oltre due anni, ricevono solo anticipi di 200-300 euro per circa 320-350 ore al mese), contro le terribili condizioni lavorative (in mezzo ai campi, sotto il sole di questi giorni, senz'acqua, con il cibo che portano da casa).
Per questo è stato istituito ai bordi della strada un presidio dei lavoratori decisi a resistere e ad andare fino in fondo per avere i loro salari e il lavoro. Quando l'azienda, facendo una forzatura ed una provocazione bella e buona, ha ripreso a lavorare ci son stati momenti di tensione molto alta: una lavoratrice è stata trasportata in ospedale dalla Croce Rossa, colta da una crisi epilettica. I migranti chiedono la solidarietà e il sostegno di tutti i cittadini del territorio.
Lunedì, i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil torneranno ad incontrarsi con le associazioni datoriali per fare il punto della situazione in un tavolo che sarà coordinato dall'assessore provinciale Massimo Barbadoro.
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