“Sono ormai tre mesi che chiediamo al Comune di Nardò la riapertura della Masseria, che lo scorso anno è stata scenario del primo sciopero dei braccianti immigrati, e che quest’anno poteva essere luogo di accoglienza per tanti lavoratori, che avrebbero potuto dormire e soggiornare in condizioni umane, disponendo dei servizi minimi, invece di dormire nei campi, in luoghi di fortuna senza acqua, bagni e corrente elettrica. Ma c’è di più, creare un luogo dove i lavoratori possono soggiornare significherebbe anche rendere trasparente la possibilità di essere chiamati a lavoro attraverso le liste di prenotazione da parte delle aziende, togliendoli così dalla dipendenza dei caporali; oggi gli unici che dagli accampamenti spontanei li portano nei campi a lavorare. Lavoratori invisibili, tenuti nell’invisibilità dalle stesse istituzioni che bloccano la riapertura di Boncuri, facendo un favore a chi vuole un lavoro sotto pagato, senza regole, senza controllo. Insieme ai senatori Mongiello e Maritati – conclude Ivana Galli - torniamo a chiedere un intervento immediato affinché Boncuri torni luogo di accoglienza, contrastando così anche l’illegalità diffusa nel quotidiano commercio delle braccia”.
