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"L'Ilva sta proseguendo sulla sua strada. Così andremo di nuovo allo scontro"

“Siamo sempre fermi sullo stesso punto. L’azienda non ha cambiato strategia. Il ricatto occupazionale è ancora il suo punto di forza”. Ciccio Brigati, Rsu Fiom, è uscito da poco dalla conferenza stampa del presidente dell’Ilva Bruno Ferrante. Una conferenza stampa – fotocopia in cui alla fine cambiano solo i toni e alcune sottolineature ma nella sostanza in qualche punto c’è addirittura un arretramento, come sui parchi minerali.

Contrariamente dall’ipotesi iniziale, peraltro inadeguata, ora sembra che si stia ripiegando su una “copertura parziale”. Intanto i custodi giudiziali non solo hanno ribadito di “fermare l’attività criminosa” ma anche indicato nello specifico gli “Afo” (altoforni) da chiudere e le “batterie” da bloccare. Ma c’è da fare i conti, a questo punto, con la volontà del Governo, che non solo non ha alcuna intenzione di azzerare l’attività dell’Ilva ma nega anche i dati epidemiologici dello stesso Istituto superiore di Sanità.

Ferrante ha detto qualcosa di rilevante?

No, non ha detto nulla di importante. Il piano di investimento è sempre lo stesso. Quelle risorse erano state già annunciate. Non c’è un euro di più. Siamo molto preoccupati come lavoratori e come cittadini perché l’azienda non è intenzionata a fare la bonifica.

Alcuni interventi però ci sono.

Si tratta di interventi del tutto inadeguati che non risolvono il problema dell’area a caldo. Davanti ai custodi che indicano con precisione i settori su cui intervenire l’azienda dimostra delle forti remore. Anzi parla della chiusura di un Afo (Afo 1) che peraltro era già prevista. Verrà solo anticipata. E’ chiaro che su questa via andiamo allo scontro.

Qualche giorno fa i lavoratori del Prc parlarono di un clima di terrore basato sul ricatto occupazionale. Qual è la situazione adesso?

Quel clima c’è ed è evidente. Però c’è da dire che i lavoratori stanno prendendo coscienza del fatto che il ricatto su salute e lavoro non può essere accettato nei termini in cui lo mette l’azienda. I lavoratori hanno letto di dati epidemiologici e non è che siano rimasti proprio indifferenti.

Il sindacato?

La Fiom in questa fase deve puntare sull’imbastimento di una vera e propria vertenza. Il sindacato deve entrare più nel merito. Stiamo collaborando con i custodi giudiziali. Pochi giorni fa abbiamo fatto un giro del sito insieme a loro. Una nostra delegazione è andata a Duisburg per osservare da vicino come i tedeschi hanno diminuito alcune emissioni al di sotto degli stessi limiti europei.

Che idea vi siete fatti dell’intervento del Governo?

In molti punti ci sono diverse ambiguità. All’inizio Clini aveva detto che avrebbe recepito le prescrizioni indicate dal gip Patrizia Todisco, ma alla fine ci aspettiamo che non sarà così. Sono arrivati dei segnali espliciti in questa direzione. E questo è molto preoccupante perché vuol dire che c’è una trattativa sulla nostra pelle e sulla pelle dei cittadini.

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