Governo: FILLEA CGIL, il premier vede la ripresa, il settore edile vede il baratro
"Solo il premier riesce a vedere la ripresa. Una chimera, se stiamo alla realtà che descrivono i dati congiunturali e a quella delle centinaia di migliaia di lavoratori che hanno perso il lavoro e che lo perderanno nei prossimi mesi”. Lo afferma oggi il segretario generale della Fillea CGIL, Walter Schiavella, secondo il quale "sopratutto nel settore delle costruzioni non solo non abbiamo alcun segnale di ripresa, ma siamo vicini al punto di non ritorno di un collasso produttivo che non ha eguali dal dopoguerra ad oggi" di fronte al quale "il governo continua a fare solo chiacchiere a vuoto, ma con quelle si va al disastro”. Per Schiavella 50 mld di opere da sbloccare da qui a dicembre "sono l'ennesimo annuncio. E mentre aspettiamo che questo annuncio si faccia denaro contante e cantieri aperti per davvero, ci ritroviamo ancora a fare il conto solo dei cantieri che chiudono. E se pure quei 50 mld fossero liberati subito" prosegue il leader FILLEA "prima di diventare cantieri passerebbero almeno 18 mesi, come ci ricordano le più autorevoli statistiche, e nel frattempo l'edilizia in Italia sarà defunta. Se il governo vuol fare qualcosa di utile" chiede Schiavella "allora sblocchi il patto di stabilita' per i comuni virtuosi su opere cantierabili per la messa in sicurezza del territorio e per la qualità urbana e scelga davvero infrastrutture prioritarie sulle quali concentrare e velocizzare la spesa”.Per la Fillea sarebbe poi opportuno che il governo "abbandonasse per un attimo le disquisizioni accademiche sulla produttività e mettesse il naso dentro la realtà vera delle condizioni produttive. Venga il premier nei cantieri, e scoprirà che le imprese hanno una dimensione risibile e che gli appalti al ribasso, la frammentazione produttiva, l'illegalità diffusa conseguente, stanno determinando uno sfruttamento a livelli schiavistici dei lavoratori del settore. Di quale produttività potrebbe parlare il presidente del consiglio a questi lavoratori?".
Se si vuole affrontare questo tema seriamente "si cominci da politiche industriali vere, capaci di modificare un mercato drogato dall'illegalità e dalle mafie e di sfruttare le opportunità offerte dalla scelta di una edilizia sostenibile e innovativa. Se si vuole rendere produttivo il paese si metta mano da subito a quella dei fattori produttivi del paese (credito,innovazione,infrastrutture) a partire dalle grandi citta',con risorse fresche vere e non con le bazzecole dei 214 mln in tre anni del cosiddetto piano città”.
Per Schiavella infine importante "proseguire nella mobilitazione del settore, caratterizzata da una forte e convinta unità" elemento che per il numero uno FILLEA deve poter caratterizzare l'iniziativa generale del sindacato, perché mai come ora "i lavoratori italiani hanno bisogno dell'unita' del sindacato come condizione indispensabile a spostare gli equilibri economici e sociali a loro favore."
