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Golden Lady, fallisce la riconversione. Al lavoro meno di un terzo

Fino a poche settimane fa la riconversione della Golden Lady di Gissi (Ch) sembrava cosa fatta, e così poteva iniziare l’anticipo di campagna elettorale di quanti non vedevano l’ora di salire sul carro dei vincitori. Golden Lady aveva chiuso i battenti e trasferito la produzione in Serbia, attuale terra di sfruttamento operaio a basso costo e dopo molti mesi di cassa integrazione finalmente entrano in gioco due acquirenti: Silda Invest S.p.A., che produce calzature e New Trade S.r.l. che rigenera stracci e indumenti usati. Il rientro al lavoro di quasi 400 lavoratrici e lavoratori sembrava cosa fatta e la kermesse politica fatta di comunicati e affissione manifesti poteva cominciare.

Oggi, invece, la notizia è che la riconversione è dichiaratamente fallita. Di quasi 400 lavoratrici e lavoratori lasciati a casa dalla Golden Lady, lavorano meno di un terzo. Secondo gli accordi, la Silda Invest avrebbe dovuto ricollocare 250 persone, la New Trade 115. Ed invece più della metà dei lavoratori Silda sono di nuovo in cassa integrazione, mentre, tra impegni non rispettati e contestatissimi licenziamenti, alla New Trade lavorano solo 13 persone. E così lo spettro della disoccupazione ha ricominciato a mettere paura a oltre 200 famiglie della Val Sinello, un’area abruzzese che sta pagando un prezzo molto alto alla crisi economica.

La New Trade, nel giro di un mese ha subito un sequestro preventivo da parte della Guardia Forestale su ordine della Procura di Vasto (Ch), per carenze riscontrate nell’iter autorizzativo e per due volte l’azienda ha lasciato fuori dai cancelli i lavoratori, lamentando la mancata erogazione di contributi regionali. Accusa che la Regione Abruzzo respinge, in quanto la New Trade non sarebbe in regola con le necessarie fidejussioni. In tutto questo a rimetterci sono solo le lavoratrici ed i lavoratori: molti, come già detto, rimasti senza lavoro; gli altri, comunque senza stipendio, visto che devono ricevere stipendi arretrati e non hanno certezze per quelli futuri. Insomma, esistono molti dubbi sulla affidabilità della New Trade, che pure dovrebbe essere stata verificata dal ministero dello Sviluppo economico durante le trattative per la riconversione.

Il fallimento della riconversione con la Silda Invest, invece, ha responsabilità di politica a livello centrale. Negli accordi la società calzaturiera avrebbe dovuto usufruire di due anni di formazione on the job. Ma a dicembre 2012, la Legge di stabilità del governo Monti, votata da Pd, Pdl, Udc e Fli ha cancellato questa possibilità e quindi la Silda dovrebbe farsi carico della formazione di 250 lavoratrici e lavoratori, che per molti anni hanno prodotto collant ed ora dovrebbero produrre scarpe. Ecco i risultati dell’impegno politico e del senso di responsabilità di quei partiti che hanno sostenuto il governo Monti.

Intanto si registra ancora la latitanza della Regione Abruzzo, assente da praticamente tutte le vertenze che stanno drammaticamente attraversando la regione (da Sixty a Micron, passando per molte altre che coinvolgono migliaia di lavoratrici e lavoratori abruzzesi). Ovvia la sferzante esortazione di alcune lavoratrici all’assessore al Lavoro, Paolo Gatti: “Prima di pensare al suo futuro, pensi al presente dei lavoratori ex Golden Lady, che a 39 giorni dalla riconversione tanto sbandierata sono nuovamente senza lavoro. Pensi a loro, e alle loro famiglie e al fallimento di questa riconversione”. Siamo in campagna elettorale: qualche promessa arriverà.

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