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Lavoro, Desio e Robé: una azienda sana preda dei soliti giochini finanziari. A rischio centinaia di posti

Desio e Robe’ srl, azienda di vendita al dettaglio di mobilio, casalinghi, articoli da regalo ed elettronica, ha ufficialmente dichiarato che dalla fine di Febbraio chiuderà le sedi in Emilia Romagna e a Marzo la stessa sorte toccherà ai punti vendita di Cascina (PI) e Livorno. Dai bilanci, però, risulterebbe una situazione tutt’ altro che fallimentare: il valore della societa’, con i suoi patrimoni immobiliari, supera di un terzo i debiti contratti con banche e/o fornitori. Allora che cosa e’ successo?

Da un recente dibattito in consiglio comunale a Cascina, alla presenza anche delle parti sociali, è emerso che il solo problema sarebbe la mancanza di liquidita’ dovuta al crollo delle vendite e alla chiusura del credito bancario.

“Viene da chiedersi come sia possibile allora – scrivono i Cobas del Lavoro privato di Pisa in un comunicato - che le banche costringano a chiudere una ditta ‘sana’, quanta responsabilita’ ci sia da parte dell’ imprenditore e soprattutto quali altri interessi siano dietro alla operazione”. “La gestione del personale in Desio e Robe’ – si legge ancora nel comunicato dei Cobas - ha suscitato molte lamentele nel corso degli anni da parte dei lavoratori che contestano anche l’utilizzo fatto dei contratti di solidarietà”.

Secondo i Cobas la messa in liquidazione di questa srl farebbe si’ che ci sia un dividendo per i soci (si parla di diversi milioni di euro) sottoposto ad una tassazione approssimativa del 50% quindi assai poco vantaggiosa per un imprenditore.

“In questa vicenda ci sono molti lati ancora da chiarire – scrivono ancora i Cobas - fermo restando che la proprieta’ ha dichiarato che qualora si presentasse un acquirente sarebbe pronta a cedere. Ma la proprietà ha forse lanciato un messaggio al Comune in merito alla vendita degli immobili (ricordiamo che la Saint Gobain dopo avere mandato a casa tutti i lavoratori dell’indotto oggi fa cassa vendendo terreni al Comune di Pisa) ?

Il 21 Gennaio a Roma, presso il ministero del lavoro, si discuterà della chiusura di Desio e Robe’ licenziando un centinaio di lavoratori e lavoratrici. “Ancora una volta a causa della crisi o di errori imprenditoriali chi paga sono i lavoratori e le loro famiglie. Come salvaguardare i posti di lavoro a Desio e Robè? Perché non imporre alle aziende che aprono punti vendita e fabbriche sul territorio l’obbligo di assorbire parte dei lavoratori licenziati? A noi sembra una proposta ragionevole, la sola per non fare chiacchere”, concludono i Cobas.

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