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Metalmeccanici, Fim e Uilm ancora in azione nella guerra dei contratti separati
Riesplode a Bologna la 'guerra dei contratti' tra le sigle dei metalmeccanici. Dopo le turbolente stagioni dei contratti nazionali separati per le tute blu e le vertenze 'correttive azienda per azienda promosse dalla Fiom-Cgil, ora ecco un nuovo 'casus belli': e' alla Ravaglioli dove oggi i dipendenti hanno scioperato per un'ora per turno per protestare contro la mancata applicazione dell'azienda del contratto nazionale Unionmeccanica-Confapi. Cioe' quello firmato dalla Fiom-Cgil lo scorso 4 ottobre. L'azienda ha scelto invece di adottare il contratto nazionale sottoscritto da Confimi con Fim-Cisl e Uilm-Uil a inizio mese. Eppure, in quell'azienda, un referendum tra i 213 dipendenti aveva approvato a larghissima maggioranza, 97% di 'si'', l'intesa raggiunta dalla Fiom. Fatto sta che, "prima l'azienda ha detto che non avrebbe adottato il contratto Unionmeccanica-Confapi che aveva applicato fino a ieri, poi, con un comunicato in bacheca, ha annunciato l'adesione al modello di Confimi auspicando un superamento delle divisioni sindacali e l'approdo a una norma contrattuale unica in cui tutti si possano riconoscere: un atteggiamento abbastanza contraddittorio", lo definisce Eugenio Martelli della Fiom.
E cosi' oggi sono partiti i primi scioperi, altri potranno seguire nei prossimi giorni assieme forse a una denuncia per condotta antisindacale. Del resto, il caso della Ravaglioli potrebbe non essere isolato e la Fiom vuole mandare un messaggio immediato e chiaro: "Per noi il contratto valido e' quello firmato il 4 ottobre e approvato dai dipendenti, a livello nazionale ha avuto il 96% di favorevoli. Il nostro impegno- assicura Martelli- e' di garantirne la sua totale applicazione". Il che vuol dire che alla Ravaglioli si prevede una stagione di mobilitazione finche' l'azienda non cambiera' idea. La decisione della Ravaglioli, azienda di Sasso Marconi (produce autoattrezzature da oltre 40 anni, in 110 Paesi), risale a lunedi' scorso, e oggi la Fiom aveva indetto una assemblea per valutare la novita': "I lavoratori hanno deciso di proseguirla con uno sciopero". Impossibile per la Fiom riconoscere l'accordo di Confimi. Primo, spiega Martelli, perche' "pare siano noi solo a coloro che l'hanno firmato, e' un testo pressoche' introvabile"; secondo, perche' secondo il sindacato della Cgil, va contro l'intesa nazionale tra Confimi e i confederali che escludeva nuovi contratti nazionali.

 

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