Martedì 25 Febbraio 2020 - Ultimo aggiornamento 12:00
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Bangladesh, brucia un'altra fabbrica di abbigliamento: ancora una strage

E' di almeno 7 morti e di 50 feriti il bilancio del tutto provvisorio dell'incendio scoppiato in una fabbrica di abbigliamento a Gazipur vicino Dacca, in Bangladesh. I vigili del fuoco continuano a lavorare per domare le fiamme e si teme che altre vittime possano trovarsi all'interno della fabbrica. Erano pochi i dipendenti che si trovavano all'interno quando e' iniziato l'incendio, perche' lo stabilimento era gia' chiuso. Secondo la pagina online del quotidiano bengalese Primenews.com, l'incendio e' scoppiato al primo piano della fabbrica situata nella zona di Beraida Chala della sottodivisione di Sreepur di Gazipur Le fiamme si sono rapidamente estese ai piani superiori, provocando fra l'altro l'esplosione di un boiler. Secondo alcune fonti, esse potrebbero essere state alimentate dalla presenza di prodotti chimici stoccati in un magazzino. L'edificio di due piani ha continuato a bruciare fino alle prime ore di oggi, ma la polizia ha assicurato che l'incendio è stato circoscritto. L'incendio è stato così intenso che l'identificazione della maggior parte dei corpi ritrovati è impossibile, secondo le autorità. "Due corpi sono stati ritrovati e restituiti alle famiglie. Altri cinque sono carbonizzati", ha dichiarato il capo della polizia locale, rivendendo al ribasso un primo bilancio di dieci morti.

Dallo scorso novembre si sono ripetuti una serie di incidenti (incendi e crolli) in fabbriche di abbigliamento in diverse zone del Bangladesh che hanno causato moltissime centinaia di vittime. Il piu' grave di essi e' stato il cedimento della struttura del Rana Plaza alla periferia di Dacca che ha causato quasi 800 morti fra i dipendenti di 5 diverse societa'.

Dopo le tante tragedie gli operai hanno chiesto un netto aumento del salario da 3mila taka (circa 38 dollari) a 8.114 (circa 100 dollari), organizzando manifestazioni e proteste spesso sfociate in violenti scontri con le forze di sicurezza, mentre l'Associazione dei produttori e esportatori di abbigliamento (Bgmea) ha sempre respinto la richiesta. Adducendo la potenziale perdita di competitiva' per il paese asiatico che ha il costo della mano d'opera piu' basso del mondo. Il Bangladesh e' il secondo esportatore mondiale di abbigliamento con un giro d'affari annuo di 20 miliardi di dollari. Negli ultimi anni il tessile e' diventato una voce basilare dell'economia perche' rappresenta l'80% dell'export e impiega milioni di addetti, in maggioranza giovani donne provenienti dalle campagne.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi