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"Alitalia, una crisi prevedibile con errori che sono costati il posto a migliaia di persone"

Il governo rimane nelle sabbie mobili di Alitalia. Tirato dentro dalla lobby dei "Capitani coraggiosi" che da una parte vogliono passare impunemente la gestione catastrofica degli ultimi anni e, dall'altra, pretendono altri soldi per continuare nell'avventura. Il governo resiste fin che può ma il tempo è agli sgoccioli. L'ipotesi Air France sembra quella più naturale ma, come per Telecom, meno controllabile dal punto di vista dei possibili esuberi. Domani ci sarà un'altro incontro da cui potrebbe uscire qualche novità. Di seguito l'intervista ad Andrea Cavola, sindacalista Usb che sottolinea il vulnus della vicenda, la mancanza di un piano industriale.

Andrea Cavola dell'esecutivo Nazionale USB del Trasporto Aereo. Come si potrà uscire da questa crisi infinita di Alitalia ...
Innanzitutto va fatta una premessa, ovvero che la nuova crisi di Alitalia va inserita in un contesto di ragionamento più ampio, che riguardi l'intera politica del Trasporto Aereo, settore da sempre abbandonato a se stesso e che non ha mai avuto una vera strategia ed una programmazione a lungo termine. Per questo motivo il mio sindacato, l'USB, ha nuovamente chiesto al Presidente del Consiglio e ai ministri competenti di convocare un tavolo dove discutere di tutto questo.

Insomma dal 2008 le cose non sembrano essere cambiate di molto ...
Infatti è così. La nuova crisi di Alitalia ad appena 5 anni dalla famosa cordata dei "capitani coraggiosi" dimostra che avevamo ragione a sostenere che la linea intrapresa allora da Colaninno e Sabelli fosse clamorosamente sbagliata e che, purtroppo, avrebbe entro qualche hanno riproposto i problemi di sempre, anzi peggiorati. Sottolineo il purtroppo perchè quegli errori, assolutamente prevedibili, sono costati il posto di lavoro a migliaia di persone e rischiano di procurare ora un analogo disastro.

Cosa chiedete al governo?
Ora noi chiediamo al Presidente Letta di intervenire personalmente, insieme al Governo di cui è Presidente, se non vogliamo perdere un altro asset fondamentale per il nostro Paese. E' sbagliato, a nostro giudizio, cadere nell'errore di chiedersi se siano migliori i francesi o gli arabi: il punto vero è decidere di mantenere come indispensabile per l'economia del nostro Paese una grande Compagnia Aerea internazionale e questo noi chiediamo al Governo, alle forze politiche, a tutte le istituzioni anche locali. Questo punto di partenza dovrà essere la base di un Piano Industriale che si basi in particolar modo sul lungo raggio. Per poterlo fare occorre impostare un Piano di investimenti finalizzato all'acquisto di aerei adeguati nel numero e nella tipologia: solo in questo modo Alitalia continuerà a portare nel nostro Paese milioni di turisti e uomini di affari che incidono in modo determinante nella nostra economia reale.

Qualsiasi altra soluzione dirotterebbe quei passeggeri verso altre mete oltre a generare altre migliaia di esuberi che peserebbero, queste si, in modo improduttivo sulle casse dello Stato oltre ad aumentare un disagio sociale dai risvolti imprevedibili.
E' necessario quindi capire immediatamente la reale volontà di ricapitalizzare degli attuali proprietari altrimenti dovrà essere lo Stato ad intervenire in modo stavolta intelligente e produttivo e non utilizzandoli, come 5 anni fa, per la Cassa Integrazione: i lavoratori ed il sindacato chiedono lavoro e non sovvenzioni fini a se stesse! L'appello che rivolgiamo all'intero Governo e a tutti gli attori interessati è di non ripetere gli errori del passato e di analizzare il comportamento di Paesi come la Francia. la Spagna, la Germania e l'Inghilterra, per citarne alcuni, che sono in Europa quanto noi e difendono il settore del Trasporto Aereo considerandolo strategico da molti punti di vista. Subito quindi un tavolo dove ognuno porti le proprie proposte e conoscenze e si metta al centro l'interesse del Paese, dei cittadini e dei lavoratori.

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