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Crisi, il caso Sicilia: livelli di povertà e lavoro nero doppi rispetto alla media nazionale
Il 27,03 per cento della popolazione in Sicilia vive in poverta' relativa, con un reddito di quasi mille euro al mese, mentre 180 mila famiglie si trovano in poverta' in assoluta, in condizioni di non potere fare nemmeno un pasto al giorno. Sono cifre che indicano un fenomeno doppio rispetto ai livelli nazionali.
Nella provincia di Palermo, 140 mila famiglie si trovano in condizioni di poverta' relativa e 46 mila famiglie vivono in poverta' assoluta. Un panorama economico devastato dalla crisi che registra punte di lavoro nero, almeno nel settore edile, anche del 50%.
Nel capoluogo siciliano il 14,7 per cento delle famiglie ha un reddito al di sotto di 10mila euro l'anno e il 30 per cento dei pensionati riceve una pensione integrata al trattamento minimo di meno di 500 euro al mese. A cio' si aggiunge che il fondo nazionale politiche sociali per la Sicilia e' passato dai 35 milioni del 2010 ai 27 milioni del 2013 e i servizi agevolati a favore di anziani e poveri sono stati azzerati, a partire da ticket e trasporto pubblico.

Edilizia capitale del lavoro nero
A snocciolare i numeri drammatici della crisi e della perdita del potere d'acquisto di salari e pensioni nell'Isola sono stati i segretari generali di Cgil Palermo, Maurizio Cala', e di Uil Palermo, Antonio Ferro. I tre sindacati confederali terranno venerdi' prossimo a Palermo una manifestazione, a cui parteciperanno oltre ai sindacati anche diversi sindaci, per chiedere la modifica della legge di stabilita' del Governo Letta, nell'ambito dello sciopero generale. ''Chiediamo - hanno detto Cgil e Uil - di recuperare potere di acquisto dei salari''. Devastanti anche i dati del settore edile, un comparto che a Palermo e provincia poteva contare fino al 2008 su quasi 20mila addetti. Ora, tra incompiute, cantieri annunciati e mai partiti ed opere gia' finanziate e finite nel dimenticatoio, il numero e' sceso a 12mila nel 2012 e nel 2013 si calcolano altri 2 mila operai in meno. Di pari passo, anche la massa salariale e' diminuita del 16 per cento, passando da 135 milioni a 110. ''Nei cantieri edili - ha detto Mario Ridulfo, segretario Fillea Cgil Palermo - fino al 2008-2009 il lavoro nero era al 30 per cento. Adesso supera il 50 per cento. Ed e' un dato stimato per difetto. Ci sono casi come quello scoperto in un cantiere di Bagheria, dove su 12 lavoratori 11 erano in nero''.

Le grandi aziende riducono gli investimenti
Infine i livelli di criticita' delle aziende dei settori della chimica, dell'energia e del manifatturiero. ''E la crisi - hanno aggiunto Cgil e Uil - coinvolge le aziende del settore plastico, che stanno chiudendo tutte. I grandi gruppi come Enel, Eni, Terna, Italgas stanno riducendo gli investimenti e il disastro riguarda anche le partecipate del Comune di Palermo: il processo di riorganizzazione atteso da un paio d'anni viene continuamente spostato. In questo quadro inseriamo il fallimento del servizio idrico integrato gestito da Aps nei 52 comuni del palermitano''.

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