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Genova, rotte le trattative sulla privatizzazione di Amt. Domani quarto giorno di sciopero
Genova si prepara al quarto giorno consecutivo di sciopero duro del trasporto pubblico. Anche venerdì niente autobus e traffico in tilt. Per il quarto giorno a tenere banco sarà la protesta dei lavoratori delle societa' partecipate del Comune contro l'ipotesi di privatizzazione. Nel tardo pomeriggio, di fronte al sindaco che chiedeva altre rinunce e altri sacrifici i sindacati e i lavoratori hanno rotto le trattative.

Il Comune tradisce gli accordi
Quasi cinque ore non sono bastate per raggiungere un accordo, anche solo temporaneo, sulla vertenza che assume ogni giorno toni piu' aspri. Chiusi al terzo piano di Palazzo Tursi, sede dell'amministrazione comunale, si sono ritrovati di fronte il sindaco Marco Doria e una dozzina di rappresentanti sindacali. Fuori piu' di mille manifestanti che hanno "assediato" l'edificio per tutto il pomeriggio. In pratica il Comune ha ribadito che non intende rispettare gli accordi sottoscritti qualche mese a proposito del risanamento dell’Amt ed ha chiesto ulteriori sacrifici “che non siamo disposti a sopportare. Queste condizioni sono inaccettabili. La protesta continua e gli autobus non escono dai depositi". Ilsindaco Doria: "Per interrompere l'agitazione la richiesta dei sindacati e' stata la sospensione della delibera, ma una trattativa non puo' andare avanti se non si ferma uno sciopero illegittimo”. Nel 2013 il contributo del Comune (30 milioni di euro) e dei lavoratori Amt (8 milioni di euro) ha permesso di mantenere in equilibrio i conti di Amt. Il contributo dei lavoratori poteva essere riproposto anche nel 2014, i sindacati hanno detto no.

Giornata di lotta e di cortei
Per tutta la giornata tre cortei si erano snodati per la citta', confluendo nella centrale piazza De Ferrari. Tante le manifestazioni di solidarieta' da parte dei genovesi (11.000 adesioni alla pagina dedicata su facebook), compresa quella dei "cugini" tassisti che hanno incrociato le braccia. Fischietti, tamburi, trombe hanno scandito il ritmo della protesta, fino all'arrivo poco dopo le 13 in via Garibaldi, la "via aurea" per il prestigio dei suoi palazzi, dove si trova il Municipio genovese.

La posizione del Prc
Sulla vicenda c’è una lunga nota di Giacomo Conti, capogruppo Prc in Regione Liguria. “Non è accettabile che si affronti la crisi con tagli e privatizzazioni. In queste ore Genova è bloccata dallo sciopero dei lavoratori dell’Amt, l’azienda che gestisce il trasporto pubblico nella città, ai quali si sono uniti i lavoratori delle altre aziende dei servizi pubblici, Aster ed Amiu. E’ il terzo giorno consecutivo di blocco; uno sciopero “selvaggio” lo ha definito la stampa cittadina per dire che i lavoratori hanno sfidato le precettazioni e per calcare la mano sugli inevitabili disagi che i cittadini devono sopportare.Certo, i disagi ci sono e pesano ma, fino ad ora, il tentativo di mettere i cittadini contro gli scioperanti non è passato.Per mesi sono state sparse promesse ed illusioni che sarebbe stata sufficiente una nuova legge regionale sul trasporto pubblico per dare alle aziende una prospettiva di rilancio. Adesso che la nuova legge regionale è stata approvata – senza il nostro voto, a marcare un dissenso sui contenuti – ci si accorge che non era per nulla risolutiva. Anzi, adesso tutti i nodi stanno venendo al pettine. Non si può pensare di rilanciare le aziende del trasporto pubblico comprimendo ancora i diritti dei lavoratori, peggiorandone la condizione e tagliando i salari, come sta accadendo per esempio ai lavoratori di Atp, l’azienda di trasporto della provincia di Genova, ai quali è stato ridotto il salario del 20%. E i nodi al pettine stanno arrivando anche per l’Amministrazione Doria, che sta deludendo le speranze che aveva suscitato in passato, proponendo la privatizzazione come soluzione delle difficoltà delle aziende pubbliche. La delibera di indirizzo che delinea la privatizzazione delle aziende pubbliche genovesi, fortemente voluta dal Pd, deve essere ritirata.In un Paese nel quale si sperperano soldi in grandi opere inutili e dannose e nell’acquisto di aerei da guerra, non è più accettabile che si affronti la crisi a suon di privatizzazioni e di tagli.Questo sta dicendo la lotta dei lavoratori”.
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