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Legge di stabilità, lo sciopero entra nel vivo
Si va completando il calendario di iniziative in programma in tutta Italia per lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil per il mese di novembre. Una mobilitazione che - come spiegano i sindacati - punta a cambiare profondamente il segno della legge di Stabilità varata dal governo.

Diminuire le tasse, rivalutare le pensioni, tagliare sprechi e costi della politica sono alcune delle richieste contenute nella piattaforma posta alla base della protesta che, come detto, sarà articolata nelle varie regioni e concentrata intorno alla metà di novembre (tra l'11 e il 14 soprattutto).

Il quadro della mobilitazione, si diceva, è ancora in via di definizione, ma comincia ad essere piuttosto consistente. In tutte le regioni i lavoratori si fermeranno per 4 ore, fatta eccezione per il Friuli Venezia Giulia e per l' Umbria , dove la fermata sarà di 8 ore, in entrambi i casi fissata per il 15 novembre.

Stessa data per Campania e Puglia , così come per Padova Venezia , Parma Torino e Milano . Mentre a Firenze e Livorno la data scelta è quella del 13 novembre, la stessa scelta dal Lazio , con manifestazioni in ogni provincia. Per un quadro più dettagliato delle varie iniziative si può consultare questa scheda sul sito della Cgil .

Intanto, le ragioni dello sciopero si vanno allargando . "La riduzione per le imprese dei premi Inail per un valore pari a 1 miliardo per il 2014 prevista dalla legge di stabilità non può trovare condivisione nel modo in cui è proposta", affermano oggi (4 novembre) in una nota i tre segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Fabrizio Solari, Luigi Sbarra e Paolo Carcassi.

I sindacalisti chiedono di "non subordinare tali interventi a criteri dirimenti di selezione, a partire dagli indici di rischiosità, che devono non solo tenere conto degli infortuni e malattie professionali , ma anche degli indici di frequenza e delle problematicità di genere, determina il rischio di una concreta riduzione della tutela della salute e sicurezza sul lavoro".

Insomma, la legge di stabilità continua a produrre perplessità e proteste.Tanto che anche dal Pd arriva un chiaro invito a rivederla e modificarla . “La manovra è da cambiare, occorre fare delle scelte”, ha dichiarato alla Stampa il segretario Guglielmo Epifani, chiedendo “più investimenti e più giustizia sociale”. Per trovare i soldi, il Pd è favorevole alla “Google tax” e non avrebbe obiezioni “ad aumentare l'aliquota applicata alle cosiddette rendite finanziarie”.

Ma dal governo arriva di nuovo la stessa risposta: la legge di stabilità “può essere cambiata senza toccare i saldi complessivi”, ribadisce il ministro del Lavoro Enrico Giovannini , precisando che “se si riuscirà a farla ancora più espansiva non sarà certo il governo che si opporrà”. Fermo restando l'impianto - ha spiegato il ministro - “è possibile modulare gli sgravi alle famiglie, alle imprese, aumentare gli investimenti e i tagli alla spesa pubblica”.
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