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Alitalia, i sindacati contro gli esuberi. "50% compagnie prossime al fallimento"
"Indisponibili" ad altri esuberi in Alitalia. I sindacati mettono nero su bianco in una lettera inviata all'amministratore delegato Gabriele Del Torchio il loro "no" e chiedono una convocazione urgente per individuare soluzioni che garantiscano la tenuta occupazionale della compagnia. Si avvicina, intanto, meta' novembre, termine per il primo 'step' riservato ai soci per l'esercizio dei diritti d'opzione per l’aumento di capitale, che, come stabilito dall'assemblea degli azionisti, hanno 30 giorni di tempo, a partire dal 16 ottobre, per sottoscrivere le azioni di nuova emissione.
Air France prima di aumentare la sua quota di capitale vuole ristrutturare ed ha proposto gruppi di lavoro congiunti per il nuovo piano industriale e l’avvio di una due diligence, oltre a una ristrutturazione del debito e un piano industriale con un ridimensionamento del medio raggio e una stabilizzazione del medio raggio,ma sia i vertici della compagnia che il ministro Lupi hanno rifiutato la proposta.
In una lettera unitaria all’amministratore delegato, i sindacati di categoria, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Ugl Trasporti si dicono "indisponibili a piani di attacco al costo del lavoro e a discutere di ulteriori esuberi nel chiuso dell'azienda Alitalia". "Nessuna scorciatoia, nessun piano di esuberi", sottolineano i sindacati, inquadrando la vertenza nella piu' generale crisi del settore, che implica per la compagnia una "assunzione di responsabilita', anche sociale".

50% di compagnie vicine al fallimento
Le sigle dei trasporti chiedono quindi "una convocazione urgente per verificare possibili punti di condivisione dell'analisi ma, soprattutto, ipotizzare elementi di soluzione, in grado di garantire in primis la tenuta occupazionale di Alitalia e dell'intera industria italiana del trasporto aereo". Oltre il 50 % delle aziende italiane del settore, infatti, e' oggi prossima al fallimento e "in gioco ci sono migliaia di posti di lavoro a cominciare da Alitalia", avvertono i sindacati, spiegando che la vertenza del settore "pone questioni non piu' rinviabili e la necessita' urgente di soluzioni" e proprio per questo il 22 novembre e' in programma uno sciopero di tutto il comparto.

I sacchetti di sabbia di Governo e vertici Alitalia
L'ad di Alitalia, insieme al presidente Roberto Colaninno, ha inviato a Parigi una lettera di risposta alla missiva in cui nei giorni scorsi i vertici di Air France-Klm dettavano alcuni paletti tra cui la creazione di un gruppo di lavoro congiunto sul Piano industriale. Nella lettera, secondo quanto riferisce Il Messaggero, Alitalia boccia la proposta e avverte che la collaborazione tra le due dipende anche dall'esito dell'aumento di capitale, cui Air France dovrebbe contribuire con 75 milioni, ma la cui partecipazione e' ancora in forse. In particolare, i due manager chiudono sia sulla creazione dei gruppi di lavoro ("non consigliabile in un momento come quello attuale"), sia sulla volonta' dei francesi di avviare una due diligence ("abbastanza inusuale"). Ad Air France torna a rivolgersi anche il ministro dei trasporti Maurizio Lupi, che avverte: se ritiene la partnerhip strategica deve sottoscrivere l'aumento; ma se non lo fara', sara' "dovere della societa' ma anche compito istituzionale dello Stato” cercare nuovi partner. Mentre un suggerimento a Del Torchio alle prese con il Piano industriale, arriva dall'ad della low cost Vueling Alex Cruz, secondo il quale, per essere competitiva, Alitalia deve tagliare i costi perche' "la chiave assoluta per sopravvivere e' una struttura di costi molto bassi".

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