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Coop, continuano gli attacchi ai diritti dei lavoratori. Protesta della Cgil di Modena
Mondo coop semnpre più con il “vizietto antisindacale”. E a farne le spese sono i diritti dei lavoratori. Mentre Coop Estense per il mancato rinnovo dell'integrativo e' stata oggetto di uno sciopero natalizio con sit-in sotto la sede di centinaia di dipendenti, ecco aprirsi subito un altro caso proprio nel cuore della prima “regione rossa” d’Italia. La storica Coptip ha disdettato unilateralmente gli accordi sindacali di anni, mandando su tutte le furie i suoi 90 dipendenti e la Cgil, che ora chiedono spiegazioni. Davanti a decisioni forti, come quelle degli ultimi giorni, "c'e' una preoccupazione per le relazioni industriali e non vorrei che per risolvere difficolta', che nessuno nega, la via sia sempre quella di comprimere i diritti dei lavoratori", sottolinea Tania Scacchetti, segretario generale Cgil Modena, dopo che nei giorni scorsi proprio le coop modenesi si sono rese protagoniste di forti scontri con i sindacati e di vertenze irrisolte.
"Che la soluzione a tutti i mali sia intervenire comprimendo i diritti dei lavoratori o i salari e' un'idea che ritrovo nel privato, ma anche nel mondo cooperativo", spiega Scacchetti, e se e' vero che "ci muoviamo in uno scenario difficile, davanti a numeri che sono preoccupanti, soprattutto in settori come quello edile che e' sempre sempre stato anticiclico e che ora subisce una crisi importante", quella di "abbassare i salari o ridurre i diritti non e' comunque la strada giusta". Il mondo delle coop e' "davanti a condizioni difficili che noi non neghiamo, ma quando siamo di fronte ad integrativi che vengono disdettati unilateralmente o contratti integrativi che non si rinnovano per anni", soprattutto "in un panorama nazionale in cui invece si e' riusciti a concludere i rinnovi", continua il segretario Cgil, "c'e' una preoccupazione in piu'", perche' "credo che questo segni la qualita' delle relazioni industriali", e se "e' vero che devono essere riviste, non si puo' farlo senza riconoscere nei diritti il punto da cui ripartire".
Secondo Scacchetti, che vuole mandare al mondo cooperativo un "messaggio di apertura ad un ragionamento che non parta, pero', in modo pregiudiziale", il sindacato e' stato protagonista "del tentativo di uscire dalla crisi senza mettere in discussione diritti fondamentali", in quanto "il sistema cooperativo e' ancora un settore strategico con un valore aggiunto importante e riconosciuto". E' fondamentale, per questo, "provare a trovare una soluzione", ma "se si ragiona solo in termini di compressione di costi", aggiunge Scacchetti "si apre un problema. Noi ribadiamo che proveremo ad affrontare in senso costruttivo la crisi- conclude Scacchetti- ma senza comprimere i diritti dei lavoratori".
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