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"La nostra forza è la trasparenza e la democrazia". Parla la leader degli autisti pronti a bloccare Roma
Micaela Quintavalle è stata definita, nel tentativo, maldestro, di farne un personaggio del circo mediatico, la “passionaria” della lotta degli autisti a Roma. Lei, però, ogni volta che cercano di costruirle etichette addosso si arrabbia, perché si considera solo una portavoce. “Democrazia e trasparenza”, è lo slogan adottato dagli autisti. Nell’era 2.0 è davvero il minimo per lavoratori che hanno deciso di uscire dai ranghi e dalla “disciplina” imposta dai sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil. Ovviamente, i sindacati ufficiali, quelli abilitati a fare le trattative, non hanno capito. Ed hanno deciso di fare la guerra agli autorganizzati. Risultato, pure avendo concluso da pochi giorni un accordo il cui obietivo avrebbe dovuto essere quello di smorzare la tensione, Roma rischia un nuovo blocco dei trasporti pubblici sotto le feste natalizie.

Nella sua “vita reale”, oltre a fare l’autista per una delle più sgangherate e indagate aziende di trasporto d’Italia, l’Atac, Micaela studia medicina. Ed è proprio in questa doppia veste di donna impegnata su più fronti che il rettore dell'Università La Sapienza l’ha chiamata per tenere un discorso agli studenti. Scelta azzeccata, peraltro ignorata dai vertici dell’azienda, in un momento di forte demotivazione e di sfiducia da parte dei giovani. A sentirla parlare, a vederla guidare in piazza del Campidoglio più di 500 “divise blu” arrabbiati di brutto, l’impressione è sì quella di una donna molto motivata ma alla fine la scelta di difendere la propria dignità e quella del suo gruppo sodale prevale su tutto. Micaela, come tanti altri lavoratori aut organizzati che si sono affacciati alle lotte in questi mesi, più che il sindacato hanno in testa un modello diverso di battaglia sindacale.Una battaglia che parte non dai grandi, e vuoti, discorsi ma dalla presa di coscienza che la crisi non può violentare le menti. Ha fondato non un sindacato, ma una associazione, “guidata da uno studio legale”, e l’ha chiamata proprio “Cambia-Menti”. Controlacrisi.org l’ha incontrata giovedì scorso durante un sit in sotto la sede centrale dell’Atac.

Perché siete qui oggi?
Oggi siamo qui perché manifestano i macchinisti della Roma-Lido insieme a tutti i pendolari per porre l’attenzione sulle condizioni pessime sui cui si trova quella tratta e in cui si trovano loro stessi dal punto di vista contrattuale. Vogliamo far vedere come siamo uniti, con altri macchinisti e autisti, e anche con i icittadini,

Avete fatto la vostra prima assemblea di massa, con diverse centinaia di autisti. Risultato?
Il 16 dicembre renderemo concreta l’associazione che abbiamo messo in piedi. Saremo assistiti da un gruppo di avvocati. Un grande successo. E dire che ce l’hanno messa tutta per ostacolarci. I sindacalisti hanno addirittura indetto delle assemblee retribuite proprio nello stesso orario. I nostri sono venuti nell’unico buco libero da lavoro, sfidando il ricatto dell’azienda sugli straordinari. La genuinità,. l’onesta e la trasparenza sono le nostre principali caratteristiche, di un movimento che è nato dal basso e nulla vuole di più se non far rispettare i nostri diritti. I colleghi stanno acquisendo che veramente la nostra sia una esprienza pulita. Ogni step lo facciamo insieme e sento crescere la credibilità di tutti e l’affetto. Questo aumenta l’unità.

Siete contro la privatizzazione?
Andiamo contro la privatizzazione, assolutamente. Sono in contatto con i lavoratori e i rappresentanti di tutte le maggiori città d’Italia che manderanno delegazioni il 16 dicembre. Ci stiamo organizzando poer andare a Firenze. Abbiamo sostenuto quelli di Genova. Lì avevano il supporto dei sindacati che poi li hanno venduti nell’accordo finale. Noi non faremo il blocco selvaggio ma certo che siamo veramente tanti. Nel gruppo Facebook siamo 3.100. Riusciremo a paralizzare Roma garantendo solo il lavoro ordinario.

Farete incontri con i vertici?
Abbiamo sempre chiesto incontri,anche al sindaco Marino, ma si defilano tutti. Non hanno capito che la vera forza ce l’abbiamo noi, altro che discorsi formali sulla rapprsentanza. La nostra forza sono le regole: lavoro ordinario e rifiuto del lavoro straordinario,che ormai arriva al 65% del servizio, e rispetto alla lettera del codice stradale. Come abbiamo già dimostrato basta questo a far andare in tilt il trasporto a Roma.

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