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Nove milioni di 'vuoti a perdere'. Cgil, anno nero del lavoro. Prc: "Sadismo sociale"
Sono 9 milioni le persone che hanno seri problemi di lavoro. Il conto l’ha fatto la Cgil che ha sommato l'area del disagio (precari o part time involontari), a quelli della cosiddetta 'area della sofferenza occupazionale' (disoccupati, scoraggiati immediatamente disponibili a lavorare e persone in cassa integrazione). Il quadro che ne esce è quello di una crisi che ormai sta segando le basi sociali dell'economia del Bel Paese. Un dato per tutti, l'80% circa delle nuove assunzioni e' temporanea e riguarda piu' di un contratto (il numero medio di contratti infatti e' pari a 1.25 per persona). Questo vuol dire che il lavoro flessibile sta sostituendo quello stabile.

Il presidente della Fondazione Di Vittorio, Fulvio Fammoni e il segretario confederale della Cgil, con delega al mercato del lavoro, Serena Sorrentino sottolineano che solo negli ultimi tre mesi del 2012 si sono persi quasi 200 mila posti di lavoro, con un numero di occupati a dicembre prossimo a quello di sette anni prima. Non solo perdiamo occupati ma la disoccupazione cresce ad un ritmo più marcato rispetto agli altri paesi europei. A dicembre gli occupati risultano ancora in diminuzione, sia su base congiunturale, -104 mila rispetto a novembre 2012, pari a -0.5%, che su base tendenziale -278 mila rispetto a dicembre 2011, pari a -1.2%; Gli occupati, 22 milioni 723 mila, sono piu' o meno lo stesso registrato sette anni prima, nel dicembre del 2005. La disoccupazione giovanile, intanto, continua a pesare come un macigno. Per quanto riguarda il capitolo della cassa integrazione, da quattro anni supera il miliardo di ore autorizzate e le domande di disoccupazione e mobilita' sono cresciute nel 2012 di oltre 280 mila unita' rispetto all'anno precedente.

"Ma i dati sostanziali- sottolineano Fammoni e Sorrentino- sono ancora piu' drammatici di quelli formali, e riguardano anche la precarieta', l'inattivita' e la costante diminuzione delle ore di lavoro che involontariamente le persone sono costrette ad accettare".
Gli scoraggiati, dopo un periodo di calo, sono tornati ad aumentare e la contrazione del volume di lavoro e' assai piu' marcata per effetto della riduzione degli orari e per il ricorso alla cassa integrazione di quanto dica la gia' alta diminuzione del numero di occupati. Il lavoro a tempo parziale, involontario e con un numero molto basso di ore, interessa infatti un numero sempre crescente di lavoratori. Il tasso di occupazione (15-64 anni) continua a scendere (-2 decimi di punto rispetto a novembre 2012 e -6 decimi rispetto a dicembre 2011) e si attesta a dicembre al 56.4%, il valore piu' basso dal 2002, dato che colloca il nostro paese al terz'ultimo posto in Europa. (Peggio di noi solo Spagna e Grecia). Il tasso di inattivita', un fenomeno molto piu' diffuso nel nostro paese rispetto al resto dell'Europa, al cui interno si trova una parte rilevante di esclusi dal mondo del lavoro non formalmente riconosciuti come disoccupati, si attesta al 36.4%.

"E questo spiega- sottolineano Fammoni e Sorrentino- perche' nel nostro paese abbiamo un tasso di disoccupazione nella media e un tasso di occupazione molto piu' basso di quello europeo". I disoccupati formali sono 2 milioni 875 mila, il numero piu' alto registrato negli ultimi vent'anni, ancora in forte crescita su base annua (+474 mila, pari a +19,7%). I giovani di 15-24 anni che a dicembre cercavano un impiego sono 606 mila e il tasso di disoccupazione in quella fascia di eta' e' pari al 36,6%, in calo di 2 decimi di punto rispetto a novembre ma in aumento di quasi 5 punti (+4.9) rispetto a dicembre 2011.

Per quanto riguarda la qualita' dell'occupazione (modalita' contrattuali e orari di lavoro) secondo l'Istat, tra il 2008 e il 2012, il lavoro "tipico" ha perso piu' di un milione di unita'; il lavoro temporaneo e' in rapida ascesa dal 2010, nonostante il forte calo consistente registrato nel 2009, quando i precari furono i primi espulsi per effetto della crisi.

Secondo il segretario del Prc Paolo Ferrero, i dati della Cgil rappresentano “l'evidenza chiara del sadismo sociale del governo Monti”. “I tecnici, sostenuti da Pd, Pdl e Udc – aggiunge Ferrero - che in campagna elettorale cercano di farsi una nuova verginità a colpi di bugie, hanno fatto un disastro”. “Rivoluzione Civile vuole rovesciare le politiche di austerità – conclude - mettendo al centro la redistribuzione del reddito, un piano pubblico per l'occupazione e la costituzione di una banca pubblica finalizzata al finanziamento delle imprese”.

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