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Vertenza San Raffaele, i 14 dipendenti sono scesi dal tetto
Sono scesi dal tetto del San Raffaele i 14 dipendenti che ieri erano saliti per protesta dopo che l'azienda ha inviato altre lettere di licenziamento. “C'è stato l'interessamento dell'agenzia che gestisce la contrattualistica regionale – fanno sapere i lavoratori - e ci hanno assicurato che verremo convocati per un tavolo di trattativa con la Regione”.

Ieri mattina i dipendenti avevano cercato di bloccare l'accettazione, la protesta è stata fronteggiata dalla polizia e nei tafferugli sono rimaste contuse due persone. Dopo lo scontro tredici dipendenti sono saliti sul tetto del settore C dell'ospedale da cui sono scesi dopo alcune ore. I vertici dell'ospedale hanno inviato nei giorni scorsi quaranta lettere di licenziamento. Complessivamente, però, i posti a rischio sono 244.

Sempre ieri, si era scatenato il caos. Dopo uno scontro fra una cinquantina di dipendenti che spingevano per entrare in accettazione e la polizia schierata davanti all’ingresso si sono registrati 3 contusi.

Venerdì il San Raffaele aveva sostenuto che le lettere di licenziamento rappresentano un “esito inevitabile” vista la procedura prevista dalla legge. In un comunicato i vertici dell'ospedale avevano ricordato l'intesa raggiunta a gennaio con le Rappresentanze sindacali unitarie: quell'intesa- ha sostenuto il San Raffaele - “consentiva, tramite altri strumenti, di evitare i licenziamenti. Purtroppo è stata respinta nel referendum interno con il 55% dei voti, e successivamente la Rsu ha anche respinto la mediazione del prefetto e rifiutato di indire un nuovo referendum”.

La richiesta dei lavoratori è soprattutto l'intervento della politica regionale affinché vengano ritirati i licenziamenti e si riapra il tavolo di trattativa. La politica ha risposto: il Pd ha chiesto che assessore e proprietà vengano sentiti dalla commissione sanità, mentre pressoché tutti i partiti si sono impegnati a cercare una mediazione e di facilitare il dialogo tra le parti.“ La commissione sanità regionale appena insediatasi, in ogni caso, come primo atto ha deciso l’audizione della proprietà e dell’amministrazione dell’ospedale. Un piccolo passo che al momento però non rassicura i sindacati. Cgil, Cisl e Uil in una nota congiunta hanno esortato le istituzioni a farsi “parte attiva”.

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