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Usb contro Cgil, Cisl e Uil: "L'accordo sulla rappresentanza abolisce di fatto il diritto di sciopero"
L’ipotesi di accordo fra Confindustria, Cgil Cisl e Uil sulla rappresentanza sindacale secondo Usb puzza di bruciato. Dopo il Comitato direttivo di ieri in cui il segretario della Cgil Susanna Camusso nel dare sostanza all’unità sindacale si è fatta consegnare una delega in bianco per la trattativa con imprenditori e sindacati, il sindacato di base, in sintonia con al Rete 28 aprile in Cgil, spara a zero. E sottolinea come “quei sindacati che concorreranno alle elezioni per le Rappresentanze sindacali unitarie aziendali (RSU) dovranno accettare preventivamente di non poter dichiarare sciopero su accordi firmati da almeno il 51% dei rappresentanti aziendali”. “Di fatto, se si vuole partecipare alle elezioni – si legge in un comunicato - ci si deve impegnare a non scioperare e quindi ad accettare acriticamente ciò che viene deciso da Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Per poter mantenere il diritto di sciopero, che è un diritto costituzionale individuale, i lavoratori non potranno scegliere i propri rappresentanti sindacali, a meno che non siano addomesticati, notai di decisioni prese in altre sedi, occupati soltanto a perpetuare i propri ‘privilegi’”.
Usb annuncia che il 9 maggio si svolgerà a Roma un incontro pubblico sul tema della rappresentanza e della democrazia sindacale, organizzato dal Forum diritti lavoro in collaborazione con USB e Rete 28 Aprile. Sarà un'occasione di confronto e analisi, “ma la mobilitazione contro quest'accordo deve iniziare immediatamente”, attraverso una campagna a difesa di democrazia e diritto di sciopero.
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