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Le bugie della Fiat sui licenziamenti smascherate dalla Fiom

"Non e' vero che la Fiat non ha chiuso stabilimenti e ridotto l'occupazione, come dimostrano la Cnh di Imola, la Irisbus di Grotta Minarda e Termini Imerese. A ciò si aggiunge l'enorme iduzione dell'occupazione nel settore della componentistica e nell'indotto Fiat, legata al ritardo negli investimenti e ai milioni di ore di Cassa integrazione registrato nel settore Auto". In tutto, non meno di ventimila lavoratori sono stati costretti alla disoccupazione. La replica, di fronte alle evidenti assurdità della Fiat, era necessaria. E’ stato il segretario generale della Fiom, Maurizio Landini, mettere giù dati e circostanze. E non è certo la prima volta. “Il governo Berlusconi prima e il governo Monti poi - ricorda Landini - hanno fatto quello che Marchionne chiedeva e, a differenza di Francia, Germania e Stati Uniti paghiamo la lunga assenza di un Esecutivo e di una politica industriale che impegni l'Azienda a fare investimenti e qualificare la produzione nel nostro Paese". "Inoltre registriamo che, mentre l'ad Fiat si e' aumentato lo stipendio e pur in presenza di utili, i salari dei dipendenti diminuiscono, a dimostrazione - conclude il leader della Fiom - che l'Azienda fa pagare il conto della crisi e dei ritardi sull'innovazione e sulla ricerca ai suoi lavoratori."

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