Mercoledì 19 Giugno 2019 - Ultimo aggiornamento 16:26
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi


Palermo, da 21 anni aspetta il risarcimento dell'infortunio mortale sul lavoro in cui ha perso il marito
. Da 21 anni la vedova e il figlio di un uomo morto a causa di un incidente sul lavoro, attendono un risarcimento danni nonostante una sentenza passata in giudicato. Cardinale e il figlio Salvatore La Corte hanno manifestato nei giorni scorsi davanti l'Agenzia nazionale dei beni confiscati a Palermo, per chiedere giustizia.
Giuseppe La Corte è morto per un infortunio sul lavoro avvenuto nel cantiere della Co.Gi srl nel 1992, “società – spiega l'avvocato Irene Carta Cerrella - che apparteneva a Vincenzo Piazza il cui patrimonio è stato definitivamente confiscato nel 2010”. La società era stata condannata da una sentenza, passata in giudicato nel 2010, a risarcire 500 mila euro alla famiglia dell'operaio. Nello stesso incidente un compagno di lavoro rimase gravemente ferito. Differentemente da La Corte è riuscito ad avere il risarcimento, anche a causa della invalidità permanente. Secondo la vedova di La Corte, il risarcimento è bloccato perché manca la firma del prefetto Giuseppe Caruso.
“Era arrivata anche una proposta transattiva per 150 mila euro nel luglio del 2011, - aggiunge l'avvocato - proveniente dall'amministrazione giudiziaria con invito a comunicare le coordinate bancarie. Nonostante i soldi messi da parte dal curatore fallimentare la moglie e il figlio non hanno ricevuto alcunché”.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi