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India, tentano di fare il sindacato alla Maruti-Suzuki: in galera da otto mesi. L'appello e il video

Incarcerati perché tentano di costruire il sindacato in un impianto della Maruti-Suzuki in India (Manesar). E’ quanto sta accadendo a circa 150 lavoratori che hanno voluto dar vita ad una organizzazione sindacale nel tentativo di fermare l’arroganza della direzione aziendale e le continue vessazioni. La vicenda è stata riassunta in un appello e in un video che sta viaggiando sul web. Le accuse della polizia, grazie anche alla complicità del governo indiano, e della magistratura, sono del tutto campate in aria. E nonostante questo i lavoratori vengono trattenuti da circa un anno in prigione. Il sindacato MSWU è dietro le sbarre del carcere centrale di Gurgaon. “Quasi tutti noi siamo figli di poveri operai o vediamo da famiglie di contadini la cui sopravvivenza dipende dal nostro lavoro – si legge nella seconda parte dell’appello - . Abbiamo lottato per tessere il nostro futuro e quello della nostra famiglia, per realizzare sogni come quello di una casa, di una migliore educazione per i nostri fratelli-sorelle e per i nostri figli, in modo che possano avere un futuro luminoso, garantendo così una vita confortevole per i loro genitori, che con la loro fatica hanno permesso tutto questo”.

L’azienda per stroncare qualsiasi ipotesi di formazione del sindacato non solo ha licenziato 2.500 tute blu, ma ha anche messo fuori alcuni dirigenti che avevano in qualche modo favorito il movimento dei lavoratori .

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