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Ercolano, dramma del lavoro: fioraio si dà fuoco e si getta dal balcone del sindaco. Proteste: "Sindaco assassino"
Ancora una vittima della crisi, un dramma del lavoro. Succede a Ercolano, precisamente nella casa comunale. Antonio Formicola, un fioraio 60enne, si è dato fuoco e poi si è lanciato dal balcone del sindaco. Il motivo sarebbe l'ennesimo rifiuto alla sua richiesta di incontrare il sindaco, che gli avrebbe rifiutato alcune autorizzazioni sull'esercizio della sua attività. Inutile la corsa al Cardarelli di Napoli. È deceduto dopo un'ora d'agonia.

Il sindaco fa sapere che solitamente accoglie le richieste di incontro con piccoli imprenditori locali, il rifiuto di stamane era semplicemente dovuto a "un'agenda che prevedeva una serie di altri impegni".

"Quello di Ercolano è purtroppo l'ennesimo episodio del grave disagio sociale che sta divampando all'interno del nostro Paese e delle nostre comunità locali". Così Alessandro Cattaneo, presidente facente funzioni dell'Anci.

Subito dopo l'accaduto un centinaio di commercianti si sono radunati davanti al palazzo del Comune per proseguire la protesta contro i dispositivi di traffico. Urlano "assassino" al sindaco di Ercolano. È stato persino esposto uno striscione, non firmato, con la scritta "Sindaco assassino", subito rimosso. Al suo posto ne è stato issato un altro che recita "Sindaco dimettiti da Ercolano, siamo stanchi".
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