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Fincantieri dovrà risarcire con tre milioni e mezzo le famiglie di quattro operai di Ancona

Fincantieri dovra' risarcire 3,5 milioni di euro alle famiglie di quattro operai dello stabilimento di Ancona, deceduti tra il 2007 e il 2008 per patologie come il mesotelioma o il carcinoma polmonare derivanti dall'esposizione all'amianto fra gli anni Sessanta e Ottanta. Lo ha stabilito il giudice del lavoro di Ancona Tania De Antoniis, accogliendo altrettanti ricorsi. Atteso per settembre il pronunciamento su altri quattro ricorsi analoghi, relativi al decesso di 4 lavoratori del cantiere. Ad ottenere il risarcimento danni sono state per ora le famiglie di Bruno Belegni, Elio Viola, Enzo Galluzzo ed Erino Brunella. Gli avvocati Rodolfo e Ludovico Berti, hanno portato di fronte al magistrato decine di testimoni, che hanno raccontato la vita in cantiere negli anni Sessanta e Settanta. Quei tumori, secondo le famiglie delle vittime, erano conseguenza dell'esposizione all'amianto e della mancanza di misure di protezione come mascherine, filtri, impianti di aerazione. Da qui - come riferiscono i legali – il riconoscimento da parte del tribunale della responsabilita' di Fincantieri, che, nell'ottobre 2011, aveva cercato una proposta di risarcimento respinta dalle famiglie delle vittime. Secondo i legali, il Tribunale ha evidentemente riconosciuto la responsabilita' dell'azienda per non aver adeguatamente dotato gli operai di strumenti di protezione dall'inalazione dell'asbesto, messo fuori legge da una norma del 1992.

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