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Natuzzi, prosegue ad oltranza il presidio contro i 2.000 esuberi

Prosegue il presidio dei lavoratori davanti ai cancelli della Natuzzi di Laterza, in provincia di Taranto, anche dopo la notizia di una convocazione urgente in sede regionale del tavolo di crisi previsto per il prossimo 19 giugno davanti a circa 2000 esuberi. Tre giorni fa sono stati i lavoratori dello stabilimento di Laterza ad avviare lo sciopero dopo un'infuocata assemblea all'esterno della fabbrica. Giovedì la protesta si e' estesa alla sede di Ginosa con i primi presidi in risposta alla decisione dell'azienda di fermare la produzione della fabbrica per quattro settimane a luglio e una ad agosto. Lo stato di agitazione ieri ha lasciato il passo allo sciopero. E la protesta si potrebbe presto allargare anche alle altre sedi del gruppo.

Intanto, non e' stato accolto in modo favorevole dal sindacato il calendario di lavoro di due settimane proposto dall'azienda. ''Avevamo detto che la crisi non poteva essere pagata solo da alcuni dipendenti - sottolinea Antonio Stasi, segretario della Fillea Cgil di Taranto - e il rischio che quella turnazione finisse per essere la croce di alcuni e la delizia di altri era troppo forte per non essere considerata una proposta da rigettare. Quel calendario, infatti, indicava tra i parametri anche quelli della valutazione di produttivita'. Un indice troppo sotto il controllo aziendale per essere considerato oggettivo'', commenta ancora Stasi. Nel frattempo la Fillea denuncia ''la continua pressione esercitata sugli operai che potrebbero tornare in fabbrica gia' dal prossimo lunedi'. Si fa pressione su chi da tempo e' in cassa integrazione e vuole tornare presto al lavoro - dice Stasi - determinando di fatto una guerra tra poveri. Un conflitto che rischia di far saltare ogni tipo di ragionamento sereno sulle prospettive del gruppo e del futuro occupazionale di tutti i dipendenti''.

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