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Granarolo, i facchini ancora in lotta chiedono al prefetto la riapertura delle trattative
"Una giornata straordinaria di lotta che ha mostrato ai padroni delle cooperative e alla Granarolo la vitalità del movimento operaio della logistica e la determinazione dei facchini ad andare avanti con la battaglia per diritti, giustizia sociale e dignità". Il sabato di boicottaggio che il movimento antagonista insieme al sindacalismo di base hanno organizzato intorno alla lotta dei facchini delle cooperative sembra aver colpito nel segno. Durante il sit in del Si.Cobas, che dalle 3 di notte di venerdì alle 11 di sabato "ha bloccato totalmente tutte le entrare e le uscite" le forze dell'ordine hanno tentato di "forzare" i cordoni, ma "dopo ripetuti tentativi" hanno rinunciato. "Nove ore di picchetto con delegazioni da tutta Italia per sostenere la lotta dei lavoratori della logistica", scrive il sindacato di base su Facebook.

I Si. Cobas, inoltre, sottolinea che si sono verificate "azioni di boicottaggio dei prodotti Granarolo nei supermercati di Reggio Emilia e Rimini (ma anche Modena, Caserta, Cremona, Parma e Piacenza, ndr) per riaffermare la necessità di difendere e allargare diritti dei lavoratori nelle cooperative di servizi". Durante il sit in è stata rovesciata vernice bianca contenuta in confezioni di latte Granarolo davanti i cancelli del magazzino a. "La lotta dei facchini licenziati va avanti e si allarga il fronte della solidarieta' che da oggi non riguarda solo i tanti studenti, precari e disoccupati di Bologna che con il laboratorio Crash raggiungono notte e giorno i picchetti dei facchini- si conclude la nota- ma molte altre citta', che gia' promettono di darsi un nuovo ed incisivo appuntamento di boicottaggio nazionale".

La lotta dei facchini delle cooperative, che avevano taglieggiato del 35% la paga base, promuovendo uno “stato di crisi” in quei magazzini dove facevano straordinari, è per i loro diritti e contro un accordo-farsa che li vorrebbe in cassa integrazione a zero ore senza alcuna possibilità di rientro. Il Si.Cobas ha detto no e ora chiede la riapertura del confronto. La gestione del rapporto di lavoro da parte delle coop che ruotano attorno al “sistema Granarolo” è molto sportiva. “Gli istituti contrattuali (tredicesima, quattordicesima, ROl ed ex festività) – denuncia il Si. Cobas - erano stati pagati al di sotto del 100%, gli scatti d’anzianità mai maturati (con alcuni lavoratori presenti nel magazzino almeno da 12 anni), livelli non corrispondenti all’attività che professionalmente svolgevano e tante altre ruberie che avevano abbassato il salario contrattuale dei lavoratori”.

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