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Autotrasporto, Assotir chiuse 7000 imprese, 2000 in fallimento
Nell'autotrasporto proprio negli ultimi 15 mesi hanno chiuso ben 7000 imprese e altre 2.000 sono in una situazione fallimentare o prefallimentare.

Questo è l'allarme lanciato da Assotir che oggi ha aperto il II Congresso Nazionale.
Nel settore lavorano più di 100mila imprese e da esso dipendono le sorti oltre un milione di famiglie.

Nell'ultimo anno c'e' stato un calo del 28% nella vendita dei veicoli pesanti e una presenza "pesante" dell'intermediazione, che va a "incidere in modo notevolissimo sul ricavo delle imprese di trasporto ed e' la sola beneficiaria dei rincari dei prodotti di cui i consumatori fanno regolarmente le spese".

"Uno dei principali problemi del settore e' proprio l'intermediazione - dichiara Claudio Donati, Segretario Generale di Transfrigoroute Italia Assotir - la sua incidenza sul costo finale del trasporto risulta eccessiva ed anomala. E' questo uno dei principali fattori di inefficienza del sistema, che, comprimendo i ricavi delle imprese di trasporto, incoraggia da parte degli imprenditori piu' deboli
la violazione delle regole (tempi di guida, norme del codice della strada, costi minimi di sicurezza) con il miraggio dell'inseguimento di un'improbabile via di sopravvivenza".

Donati conclude con un appello alla politica e alle Istituzioni: "Occorre inserire l'autotrasporto tra le 10 priorita' della agenda politica italiana dei prossimi mesi, perche' dalle sorti di questo settore dipende l'economia di molti e l'alimentazione di tutti".

Secondo i dati dell'IRU, ammonisce T.I. Assotir, ogni giorno, in Europa si trasportano 100 kg di merce per abitante: l'85% dei prodotti trasportati viaggia su ruote. "Cosa accadrebbe se tutto l'autotrasporto italiano, d'un tratto, dovesse fermarsi?"
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