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Scene di lotta di classe tra Puglia e Basilicata: la Natuzzi vuole licenziare 1.726 dipendenti

Quasi duemila dipendenti, su poco più di tremila, in mobilità. Sono le richieste che il gruppo industriale del mobile imbottito Natuzzi ha presentato oggi a Roma, alle organizzazioni sindacali. Il periodo di mobilità dovrebbe scattare ad ottobre quando avrà termine il lungo periodo di cassa integrazione. Immediata la risposta della Fillea Cgil che in una nota preannuncia “una stagione di lotte durissime a partire da subito”, anche attraverso “un coinvolgimento delle Istituzioni regionali e nazionali per costringere la Natuzzi a bloccare i licenziamenti e avviare un confronto serio per il rilancio del Made in Italy dell'area murgiana e la salvaguardia dei livelli occupazionali''.

Intanto, da domani saranno avviate assemblee con tutti i lavoratori. Ma il sindacato segnala che per l'ennesima volta c’è "la assoluta mancanza di volonta' da parte del gruppo Natuzzi di lavorare per la soluzione reale della drammatica situazione occupazionale". "La Natuzzi infatti – continua la Fillea – si è limitata a programmare investimenti nel mondo su marchio e negozi e invece per gli stabilimenti Murgiani 1.726 licenziamenti e la chiusura di tre stabilimenti, senza nessuna prospettiva di rilancio e soprattutto senza nessun intervento che colga l'opportunita' creata dall'Accordo di programma dell'area Murgiana". In pratica, dopo 11 anni di finanziamenti, di sacrifici, di Cassa Integrazione la Natuzzi "regala" al distretto del mobile altri 1.726 licenziati.

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