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Lavoro a Roma, l'esperienza di un circolo Prc con la lotta dei commessi di Leroy Merlin

«Quando ci sediamo ai tavoli di lavoro non possiamo far altro che acconsentire, a meno che non si rovesci il tavolo», afferma la Rsa di “Leroy Merlin”, una delle strutture commerciali più vaste collocate nel grande store di Porte di Roma (terzo municipio a Roma). La dichiarazione del rappresentante sindacale la dice lunga sull’attuale situazione di conflitto, legata ai contratti di lavoro, che si è venuta a creare fra i lavoratori dei centri commerciali e i boss del tempio dello shopping. Se ne é parlato il tre luglio scorso, presso il circolo Prc di Via monte Favino.

Emiliano, il rappresentante sindacale aziendale, ha presentato la situazione di disagio vissuta dai dipendenti del centro commerciale e gli eventuali percorsi di lotta da intraprendere. All’interno del dibattito, in cui i compagni hanno espresso la loro solidarietà ai lavoratori, si é evidenziata la felice giornata del due giugno scorso. In quella data un serpentone di manifestanti, appartenenti a “Repubblica romana”, “Sinistra critica” e “Prc”, si é snodato lungo gli spazi interni alla struttura commerciale per sostenere e perorare la causa dei lavoratori costretti ad orari di lavoro massacranti, anche nei giorni festivi e senza equa retribuzione. Pena la perdita del lavoro o, al meglio, la decurtazione della retribuzione giornaliera. Forti del successo dell’iniziativa, il circolo di Rifondazione di Montesacro ha aperto le porte della comunicazione ai lavoratori dell’ipermercato di Porte di Roma . Ne é nata un’occasione di incontro e di dibattito sui temi del lavoro precario e sulle linee da seguire per risolvere alcuni fondamentali aspetti sul tema della precarietà e sui diritti compromessi dei lavoratori. Come organizzare il conflitto in modo sempre più incisivo, di fronte agli attacchi padronali, all’impoverimento dei salari, alla cancellazione di diritti che sembravano acquisiti e in realtà sono stati sempre più soppressi? Come riprendersi gli spazi interni che vengono utilizzati solo per politiche di mercato all’insegna del consumismo e sono invece negate alle attività politiche e d’informazione al cittadino, come i banchetti di partito e i volantinaggi?

Le opinioni dei partecipanti all’incontro del tre luglio

«Il partito vuole mettere la questione del lavoro al centro delle nostre lotte e iniziative. I comunisti e gli anticapitalisti potranno crescere di nuovo solo adempiendo al loro ruolo storico: la difesa e l’organizzazione dei lavoratori salariati, dei precari, dei proletari, degli sfruttati. Un ruolo essenziale soprattutto in questa fase storica, in cui la crisi del sistema capitalista la sta pagando proprio la nostra classe di riferimento» asserisce un compagno di Rifondazione presente al dibattito

«La situazione politica che c’é oggi in questo paese é in stallo per quanto riguarda il lavoro e non penso che questo governo possa abrogare la questione relativa all’articolo 8. L’unica cosa per smuovere le acque e rendere pubblici i nostri disagi, sono le manifestazioni, i dibattiti e i flash mob. Proviamo a ripartire dai territori, e a creare situazioni conflittuali che possano generare attenzione sulla condizione precaria del lavoratore Oggi, all’interno dei posti di lavoro c’é addirittura un regresso. I padroni sono sempre più padroni e i lavoratori sempre più schiavizzati. Non c’é altro da fare che creare conflitti, perché io da rappresentante sindacale dico che la contrattazione é finita. Quando ci sediamo ai tavoli di lavoro non possiamo far altro che acconsentire, a meno che non si rovesci il tavolo» afferma il rappresentante aziendale.

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