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Fiom: basta polizia in fabbrica e gara a chi loda di più Marchionne
"Sono tre anni che assistiamo all'indecorosa scena di rappresentanti istituzionali che, invece di adoperarsi per garantire il rispetto della Costituzione negli stabilimenti Fiat e occuparsi di garantire il mantenimento della produzione dell'auto nel nostro Paese, fanno i commentatori e gareggiano a chi dimostra di essere più vicino alla strategia della Fiat". Lo dichiara Michele De Palma, coordinatore nazionale del gruppo Fiat per la Fiom Cgil.

Il sindacalista continua: "Il caso più eclatante è quello del Sindaco di Torino, lo stesso che tre anni addietro dichiaro' che se fosse stato un operaio avrebbe votato si al referendum ricatto di Mirafiori, oggi in una intervista a Repubblica difende l'operato della Fiat, nonostante i milioni di ore di cassa integrazione, la chiusura di stabilimenti del gruppo e cosa gravissima per il sindaco della citta' di Torino: la totale assenza di missione produttiva per Mirafiori con la conseguente grave crisi delle aziende dell'indotto. Forse il primo cittadino dimentica che prioritario dovrebbe essere il mantenimento dei livelli occupazionali sul proprio territorio".

La Fiom passa quindi alle parole del ministro Zanonato "che ha definito obsoleto lo stabilimento di Mirafiori, pur essendo lo stesso stabilimento oggetto di una cassa straordinaria prima per ristrutturazione poi nei giorni scorsi trasformata in cassa per riorganizzazione che presuppone un programma di investimenti teso a nuove produzioni di cui oggi nulla e' chiaro. La Fiom ha scritto al Ministero del Lavoro chiedendo un incontro. Infine, sempre oggi, allo stabilimento di Pomigliano i sindacati firmatari il CCSL avevano indetto una assemblea alla quale e' stata impedita dalla polizia la partecipazione dei lavoratori in cassa integrazione".

"Giudichiamo grave sia il fatto che le forze dell'ordine siano impiegate come polizia privata aziendale, sia che gli altri sindacati dividano i lavoratori in cassa da quelli al lavoro, come fossero lavoratori di serie B. Ribadiamo- conclude- che le istituzioni debbono garantire l'applicazione delle sentenze della Corte Costituzionale e dei Tribunali e che in particolare il Governo convochi tutte le parti per assicurare un futuro occupazionale e produttivo a tutto il settore automotive". 
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