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Pisa, dopo le denunce dei lavoratori ora la magistratura indaga su Misericordia

Sulla vertenza alla Misericorda di Pisa, la denuncia dei lavoratori e dei Cobas ha avuto almeno un risultato, quello di far aprire una inchiesta alla Procura della Repubblica Pisana che ha ordinato un blitz della guardia di Finanzia nei giorni scorsi nelle case dei dirigenti della Confraternita e una lunga ispezione nella sede con il sequestro del sistema informatico. Ad oggi un solo indagato, l'ex direttore Dringoli figlio di un noto manager (deceduto da alcuni anni) che è stato negli anni novanta rappresentante per Forza Italia nel consiglio comunale pisano. I reati contestati sono numerosi (peculato, appropriazione indebita, truffa). I giornali regionali e provinciali parlano di soldi destinati a Misericordia per le grandi calamità "e indirizzati ad altro uso". Insomma, le denunce dei lavoratori che parlavano di marcio nella misericordia sembrano essere tutt'altro che illazioni o provocazioni. Intanto, l'arcivescovo di Pisa preferisce chiudersi nel più stretto riserbo, mentre la Misericordia toscana per mesi assente ha manifestato fiducia verso l'operato della magistratura e degli attuali vertici della Misericordia. "Gli attuali vertici regionali e pisani della Misericordia non sono titolati a decidere sul futuro dei servizi e del personale - scrivono i Cobas - e quindi chiediamo alle istituzioni locali di mettere attorno a un tavolo le cordate imprenditoriali che hanno presentato offerte e proposte con salvaguardia di posti di lavoro e servizi".  I cobas lunedi' si recheranno in Provincia e Comune per sollecitare questo tavolo e nel frattempo la mobilitazione continua.

''L'intervento della Guardia di finanza su mandato della Procura aiutera' sicuramente a far luce su eventuali irregolarita' nella gestione della Misericordia'', si legge in una nota congiunta firmata dai segretari pisani di Cgil, Cisl e Uil. I sindacati esprimono ''piena fiducia nell'operato della magistratura'' e sottolineano che ''adesso ancor piu' che in passato deve essere premura di tutti operare per salvaguardare tutti i posti di lavoro''. ''Per questo - concludono - in Regione, chiederemo di condividere la richiesta di non escludere l'utilizzo dei contratti di solidarieta' per gestire questa delicatissima fase''.

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