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Pisa, per i posti a rischio in aeroporto i Cobas chiedono a Regione, Provincia e Comune

All’aeroporto Galileo Galilei di Pisa sono a rischio 16 posti di lavoro nella mensa e in uno dei bar. Dopo mesi di cassa integrazione, la AirChef ha annunciato l’intenzione di vendere già a settembre e non esistono acquirenti disposti a rilevare attività e personale.

La sola offerta ad oggi pervenuta viene dalla Cremonini, un colosso nel settore della ristorazione con i suoi oltre 12 mila dipendenti. Ma l’offerta della Cremonini è stata giudicata irricevibile dal personale perché gran parte dei contratti a tempo pieno sarebbero stati trasformati in part time con sensibile perdita salariale e carichi di lavoro insostenibili.

Alla Regione Toscana, alla Provincia e al Comune di Pisa, che complessivamente detengono il 35% delle azioni della azienda che gestisce l’areporto pisano, i Cobas chiedono un impegno diretto a salvaguardia dei posti di lavoro perché la ditta subentrante salvaguardi tutti i posti di lavoro in essere. I Cobas, che nei giorni scorsi hanno chiesto un incontro all’azienda, chiedono inoltre al Consiglio Comunale di Pisa di pronunciarsi e soprattutto di attivarsi a salvaguardia dei posti di lavoro affinché la ditta subentrante non detti condizioni capestro a unico svantaggio delle lavoratrici e dei lavoratori del settore. “Questo intervento rientra nelle funzioni di controllo, quel controllo sulle aziende con la partecipazione pubblica – scrivono i Cobas - che deve esercitarsi a partire dalla salvaguardia dei posti di lavoro e di condizioni retributive e contrattuali dignitose”. L’azienda, pur di non avere i Cobas all’interno, ha aperto una interlocuzione con i sindacati confederali.

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