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Expo, il Governo preme sulla deregulation: "Senza accordo facciamo da soli"

Due incontri con le parti sociali, fissati a fine luglio e a fine agosto, per verificare i progressi nel processo di deregulation per l'Expo 2015. E se non si giungerà ad alcuna conclusione il Governo interverrà con una sua norma. E’ il risultato dell’incontro di oggi tra le parti sociali stesse e il ministro del Lavoro Enrico Giovannini, che “recependo con soddisfazione il consenso emerso e l'urgenza di trovare soluzioni condivise ha proposto una roadmap per le prossime settimane sulla quale si è riscontrata l'unanimità dei presenti”.

“L'obiettivo - continua la nota del ministero - è quello di giungere entro il 15 settembre ad un 'avviso comune' che definisca le soluzioni da mettere in campo per gestire in modo adeguato non solo le attività direttamente connesse alla realizzazione dell' Esposizione, ma anche quelle legate all'evento sul piano territoriale, settoriale e temporale”. Le parti hanno concordato i seguenti punti: a) di accelerare i lavori finalizzati a raggiungere entro luglio un primo accordo in sede locale; b) di avviare immediatamente la riflessione per la definizione dell' avviso comune; c) di incontrarsi nuovamente a fine luglio e a fine agosto per verificare i passi compiuti in vista della scadenza del 15 settembre. Al fine di favorire la programmazione dei lavori - conclude il comunicato - il ministero ha già comunicato alle parti sociali.

All'incontro erano presenti il ministro Giovannini, il segretario generale della Cgil Susanna Camusso, il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, il segretario confederale della Uil Guglielmo Luy, il segretario generale dell' Ugl, Giovanni Centrella e il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci.

"Il governo - ha detto il ministro - preferisce che siano le parti sociali a concordare un'intesa quadro entro metà settembre, ma se entro tale data non sarà raggiunta il Parlamento e il governo interverranno". Tutto ruota attorno alla possibilità di concedere maggiore flessibilità alle aziende coinvolte nell'Esposizione universale. Giovannini, nello specifico, spinge su due punti: apprendistato breve ed estensione degli sgravi contributivi per la trasformazione dei contratti di lavoro da tempo determinato a tempo indeterminato. Le reazioni dei sindacati non sono così concordi. "Noi pensiamo che le parti sociali siano assolutamente in grado di trovare soluzioni adatte. L'obiettivo è fare intese specifiche ed è positivo che il governo abbia aperto al confronto anche se non stiamo parlando di deregolamentazione", ha commentato il leader della Cgil, Susanna Camusso. "Il sindacato deve rendersi conto che la flessibilità sarà d' obbligo, ma le imprese devono capire che bisognerà pagarla", ha aggiunto il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni.

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