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Strage di Viareggio, il Gup rinvia a giudizio i vertici di Fs, tra cui anche l'ad Moretti
Il Giudice per le udienze preliminari di Lucca ha rinviato a giudizio 33 persone che andranno al Processo per la strage di Viareggio del 2009 tra cui anche Mauro Moretti, AD di Ferrovie dello Stato. Fra i reati ipotizzati: disastro ferroviario colposo, incendio colposo, omicidio e le lesioni colpose plurime e infine violazioni delle norme sulla sicurezza sul lavoro.
Il processo si aprirà il 13 novembre a Lucca. Il 29 giugno 2009 l’esplosione del gas fuoriuscito da una cisterna deragliata vicino alla stazione ferroviaria di Viareggio causò la morte di 33 persone e il ferimento di altre 17. Ci sono voluti quattro anni, quindi, per disincagliare il processo dalla fase delle indagini preliminari. Mauro Moretti, l’ad delle Ferrovie dello Stato, fin dall’inizio ha sempre sostenuto la sua estraneità in quanto amministratore della holding Fs e non di ogni singola azienda in cui le stesse Ferrovie dello Stato hanno ripartito le varie competenze. Una tesi che i magistrati non hanno ritenuto importante, evidentemente.

“Per quanto mi riguarda — ha spiegato il procuratore capo Aldo Cicala — ho analizzato la posizione delle Ferrovie dello Stato in quanto holding e in particolare del suo amministratore delegato Mauro Moretti sulla base dello statuto che indica i compiti e le attività che deve svolgere. Da qui si evince che la holding ha competenza su tutte le attività delle singole aziende”.

La Procura di Lucca insomma ha puntato l’indice sulle presunte responsabilità del numero uno in Ferrovie Mauro Moretti, mettendo a nudo un sistema, per così dire, di deregulation delle responsabilità che Fs, secondo l’accusa, avrebbe col tempo creato dando vita a una serie di comparti e aziende a se stanti. Un tema, quello della deresponsabilizzazione degli alti vertici delle Ferrovie dello Stato, ripreso da Riccardo Carloni, avvocato di parte civile. “Le Ferrovie — ha detto — non sono un cantiere navale che può prevedere la frammentazione della lavorazione in vari stabilimenti, ognuno responsabile della propria attività. Le Ferrovie sono un unicum che corre dalle Alpi alla Sicilia”. Fa fede di questo ragionamento, secondo Carloni, un atto sottoscritto nel 2008 da Calogero Di Venuta, uno degli indagati, che si firmava non già come capo dipartimento regionale di Rfi, ma di Fs Spa. “Il fatto vero — ha detto ancora Carloni — è che in questi anni le Ferrovie dello Stato non hanno mai fatto una valutazione di rischio per il trasporto di merci pericolose”.

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