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Umbria, appalti ferroviari: situazione sempre più grottesca.
Come segreterie regionali dell’Umbria, ci troviamo, per l’ennesima volta, a riaccendere i riflettori su una vicenda che ormai, per chi la sta vivendo, sta assumendo contorni che non esitiamo definire grotteschi.
Ci riferiamo alla situazione che stanno vivendo lavoratori della nostra regione impiegati negli appalti ferroviari.
Pur essendo la situazione assai delicata per tutto il comparto (ammortizzatori sociali accesi in 4 delle 5 ditte presenti in Umbria), oggi i più colpiti risultano essere i 70 lavoratori impiegati presso la Cooperativa Facchini Portabagagli di Bologna, vittime di un ulteriore ritardo nel pagamento delle retribuzioni del mese di agosto.
Già nel mese di luglio avevamo denunciato a mezzo stampa tale condizione, ma a quanto pare la situazione continua ad aggravarsi con un’incertezza nel pagamento delle retribuzioni che rischia di assumere carattere strutturale nel tempo. Tale situazione, disorienta ed aggrava ulteriormente la condizione del personale già provato dai continui cambi di appalto che, negli anni, hanno prodotto un peggioramento delle condizioni di lavoro, del servizio offerto e continue “fughe col bottino” da parte delle aziende uscenti che, al momento di lasciare l’ appalto, non erogavano ratei, tfr né le ultime retribuzioni ai lavoratori.
Allo stato attuale poi gli attori in campo, Trenitalia, Consorzio, e cooperativa associata al consorzio stesso, continuano a rimpallarsi vergognosamente le responsabilità dei mancati pagamenti e in questo tetro siparietto all’insegna dello scarica barile, chi ci rimette sono coloro che vivono di stipendio.
Evidenti le responsabilità di un consorzio che prima prende appalti con un fortissimo ribasso e poi se ne lava le mani al momento di garantire le retribuzioni.
Altrettanto evidenti le responsabilità di Trenitalia, che, a quanto pare, considera chi lavora negli appalti un lavoratore di serie B, infatti in questi anni quasi mai un intervento del committente in queste situazioni (nei pochissimi casi in cui c’è stato, è risultato risolutivo).
A quanto sopra descritto, inoltre, si aggiunge l’incertezza che incombe sui circa 20 dipendenti impiegati nel lotto 42 servizi accessori (reparto smontaggio e magazzino delle ex OGR), che addirittura il mese scorso hanno rischiato il licenziamento, poiché la CFB stessa ha minacciato l’uscita dall’appalto, causa il tentativo di Trenitalia di abbassare ulteriormente il prezzo pagato per tali lavorazioni. Tale situazione, per il momento rientrata, rischia di ripresentarsi in modo a dir poco dirompente, tra pochi mesi prima della fine dell’anno.
Situazioni di questo tipo rilanciano prepotentemente il problema degli appalti in Italia, servono urgentemente provvedimenti che regolamentino le gare impedendo il massimo ribasso. Dal canto nostro abbiamo già chiesto alle forze politiche locali di farsi portavoce, presso le proprie strutture nazionali, affinché la questione finisca nell’agenda politica del paese.
Comunque, metteremo in campo tutte le azioni possibili per tutelare tutti i lavoratori.

Perugia, 26 agosto 2013

Filt/Cgil Fit/Cisl Uilt/Uil Ugl Trasporti Fast Ferrovie
Segreterie regionali Umbria

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