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Il Governo torna a bloccare il rinnovo dei contratti del pubblico impiego

Il Consiglio dei ministri ha approvato in esame definitivo, a seguito del parere espresso dalle Commissioni parlamentari e dal Consiglio di Stato, un regolamento che proroga il blocco della contrattazione e degli automatismi stipendiali per i pubblici dipendenti. "L'adozione del regolamento si rende necessaria- si legge nella nota di palazzo Chigi- per la particolare contingenza economico-finanziaria, che richiede interventi non limitati al solo 2013, i cui effetti sono stati gia' scontati sui saldi di finanza pubblica". Sussistono infatti "condizioni di eccezionalita' tali da giustificare la proroga al 31 dicembre del 2014 di una serie di misure in materia di pubblico impiego.

Cosa viene bloccato
In particolare, vengono prorogati: il blocco dei trattamenti economici individuali; la riduzione delle indennita' corrisposte ai responsabili degli uffici di diretta collaborazione dei ministri e l'individuazione del limite massimo per i trattamenti economici complessivi spettanti ai titolari di incarichi dirigenziali; il limite massimo e la riduzione dell'ammontare delle risorse destinate al trattamento accessorio del personale; i blocchi riguardanti meccanismi di adeguamento retributivo, classi e scatti di stipendio, le progressioni di carriera comunque denominate del personale contrattualizzato e di quello in regime di diritto pubblico.

I medici pronti alla rivolta
Il sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed protesta e minaccia nuovi scioperi. ''Incurante della protesta della sanita' e dello sciopero dei medici e dirigenti sanitari del 22 luglio scorso – si legge in un comunicato a firma del segretario Costantino Troise - il governo ha confermato il blocco delle retribuzioni per il 2014. Aggiungendo, non senza ipocrisia, che questo 'consente di aprire da subito i tavoli per i rinnovi contrattuali', dimenticando che nemmeno ha individuato le aree di contrattazione''. I dipendenti del Servizio sanitario nazionale (Ssn), ricorda Troise, ''hanno il contratto di lavoro bloccato dal 2009 e al risanamento del Paese stanno pagando un prezzo elevato in termini di riduzione dell'occupazione, peggioramento delle condizioni di lavoro, perdita del potere di acquisto delle retribuzioni. Per questo, l'Anaao Assomed ''si fara' promotrice di un autunno di ulteriori iniziative di protesta, non esclusi nuovi scioperi, in difesa - afferma il sindacato medico - della dignita' e del valore delle professioni del SSN, della esigibilita' reale del diritto alla salute dei cittadini, del diritto costituzionale alla contrattazione ''.

Cgil, Cisl e Uil più accomodanti
Di segno opposto la reazione di Cgil, Cisl e Uil di categoria, che in un comunicato salutano la riapertura della contrattazione per la sola parte normativa come “un minimo passo in avanti, certo non sufficiente, che tuttavia consentira' la ripresa delle trattative dopo 4 anni di blocco”. "I dati forniti dall'Aran - sostengono Rossana Dettori, Giovanni Faverin, Giovanni Torluccio e Benedetto Attili - segretari generali di Fp-Cgil, Cisl-Fp, Uil-Fpl e Uil-Pa - stamane disegnano un quadro difficile per il lavoro pubblico, con meta' dei dipendenti ultracinquantenni, la piu' alta media anagrafica dei paesi Ocse, e duramente colpito sul piano economico. Non rinnovare il contratto e pretendere che questi stessi lavoratori, in condizioni cosi' difficili, efficientino e modernizzino le nostre pubbliche amministrazioni, e' quantomeno irrealistico". "Il ministro D'Alia, a differenza dei suoi predecessori, sembra aver capito che nessuna riforma e' possibile senza il confronto e la partecipazione dei lavoratori alle scelte organizzative. Ma la timidezza di questa e di altre iniziative del Governo non aiuta. Servono impegni concreti e soprattutto risorse" conclude la nota.

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