Martedì 25 Febbraio 2020 - Ultimo aggiornamento 12:00
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Inchiesta Ilva, ritorsione dei Riva al sequestro della procura di Taranto: 1.500 esuberi!

Il gruppo Riva ha annunciato che mette in libertà circa 1.500 addetti che operano nelle 13 società riconducibili alla famiglia e oggetto dell'ulteriore sequestro di beni e conti correnti per 916 milioni di euro operato dalla Guardia di finanza. A cessare saranno tutte le attività di Riva Acciaio, tra cui quelle produttive degli stabilimenti di verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia) e Annone Brianza (Lecco) e di servizi e trasporti (Riva energia e Muzzana trasporti). Si tratta di personale dislocato su tutto il territorio nazionale che si occupa di trasformazione dell'acciaio e logistica.

I blitz della guardia di finanza scattati nelle aziende riconducibili al Gruppo Riva, partite con il maxi sequestro da 8,1 miliardi di euro disposto dal Gip lo scorso maggio, riguardano l’inchiesta-base di Taranto: tesoro sottratto indebitamente - secondo l'accusa - alle attività di ambientalizzazione e messa in sicurezza degli impianti. Un primo sequestro era stato eseguito nei mesi scorsi, per una somma di circa 1,2, miliardi di euro.

«Diffidiamo l'azienda a mettere in libertà il personale, ma la procura configuri il provvedimento affinché vi sia continuità produttiva», afferma in una nota il Segretario nazionale Fim-Cisl Marco Bentivogli. "All'indomani del provvedimento di confisca dei beni riferiti alla famiglia Riva e alle società da esse controllate siamo di fronte - afferma Bentivogli - ad un ennesimo epilogo inaccettabile: l'azienda ci ha appena comunicato dell'impossibilità di poter dar continuità produttiva e lavorativa e sta predisponendo in tutti gli stabilimenti di Riva forni elettrici, ex Riva acciaio, la messa in libertà immediata di tutto il personale".

“La scelta di Riva di mettere in libertà più di 1.400 lavoratori e di non pagare loro gli stipendi è un atto di drammatizzazione inaccettabile - dichiara in un comunicato il segretario generale della Fiom Maurizio Landini - perché scarica sui dipendenti responsabilità non loro.” “Così la situazione non è più gestibile,quindi chiediamo al Governo di convocare con urgenza un tavolo e di dare il via al commissariamento, come previsto dal decreto Ilva, di tutte le società controllate dal Gruppo, comprese Riva Acciai e Riva Fire, al fine di garantire l'occupazione e la continuità produttiva.”, conclude Landini.

Sulla vicenda è intervenuto anche Paolo Ferrero, segretario del Prc. “A fronte di un ulteriore sequestro – legittimo, visto che si sta cercando di riparare ai danni fatti negli anni dalla proprietà – i Riva annunciano l’ennesima rappresaglia, la sospensione dell’attività in tutt’Italia e 1500 esuberi, la stessa minaccia fatta a Taranto un anno fa”. “Ribadiamo la necessità che lo Stato proceda all’esproprio di tutte le aziende e le proprietà dei Riva, non solo Ilva spa,- puntualizza Ferrero - per garantire la piena occupazione e la continuazione delle produzioni, senza ricatti. La famiglia Riva si comporta in modo delinquenziale: tocca al governo impedire che continuino a farlo e tutelare lavoro e ambiente”.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi