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Ricerca, iniziata oggi la settimana di protesta Usb contro il precariato

È iniziata oggi la settimana di mobilitazione degli Enti di Ricerca indetta da USB PI.
Delegazioni di lavoratori stabili e precari di ISPRA e ISFOL hanno consegnato le denunce all’Italia per infrazione delle direttive europee sul precariato, già inoltrate alla commissione europea e dichiarate ammissibili, presso i propri Ministeri vigilanti, rispettivamente quello dell’Ambiente e quello del Lavoro. Domani sarà il turno del Ministero della salute vigilante per l’ISS e del Ministero dello sviluppo economico per l’ENEA. Mercoledì invece sarà la giornata delle iniziative di lotta negli enti, giovedì 3 ottobre presidio a Montecitorio e infine venerdì si terrà lo sciopero dei precari dell’ISTAT sostenuto da USB PI.

“Con questa settimana di mobilitazione mettiamo sul tavolo tre questioni fondamentali per la ricerca e i suoi lavoratori” dichiara Cristiano Fiorentini dell’Esecutivo Nazionale di USB PI “Innanzitutto il rifiuto del DL101 e l’urgenza di una nuova legge di stabilizzazione che riguardi tutti i precari della ricerca e del pubblico impiego, poi una legge speciale per gli enti di ricerca che affronti le questioni della governance, del finanziamento ordinario e delle piante organiche, infine il rinnovo economico e normativo del CCNL e lo sblocco delle carriere.”

“Non confidiamo minimamente in questo Governo, ma vogliamo vedere se il Parlamento è in grado di ascoltare e recepire quanto proviene dal Paese reale” conclude Fiorentini “in ogni caso intendiamo lanciare un segnale forte e chiaro sia a chi è alla guida del Paese oggi sia a chi potrebbe esserci domani, perché i lavoratori della ricerca, in particolare i precari non possono più aspettare”.

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