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Ora sulle coop che sfruttano arriva anche la Guardia di finanza: i casi tra Piacenza e Ferrara
“Ora la gente può credere che siamo solo operai impegnati a portare a casa un pezzo di pane; gente normale, non delinquenti”.
A sfogarsi (video) è uno dei 695 soci lavoratori delle tre cooperative, attive nel polo logistico piacentino, i cui amministratori sono stati denunciati dalla fiamme gialle nei giorni scorsi dopo una complessa inchiesta iniziata oltre due anni fa. Lui, insieme a tanti altri migranti e italiani, è stato protagonista della lotta dei facchini, condotta dal Si.Cobas, che nei mesi scorsi ha messo il dito nella piaga della “concorrenza al ribasso”, se non del vero e proprio sfruttamento, dietro i grandi marchi della distribuzione, t ra cui Ikea. E' stata una lotta molto dura con decine di cariche della polizia, facchini in ospedale, denunce, fogli di via. Insomma, il "meglio" della repressione contro chi osa alzare la testa di fronte all'ingiustizia.

Una inchiesta con "grandi numeri"
Oggi, tre cooperative sono state formalmente accusate dalla Guardia di Finanza di avere occultato al fisco 17,7 milioni di euro e evaso 6,9 milioni di euro “Abbiamo fatto tanti sacrifici, così come le nostre famiglie; siamo soddisfatti perché finalmente i cittadini sanno che tutto ciò che dicevamo era vero” spiega ancora il facchino, ascoltato dalle forze dell’ordine, così come altri 900 lavoratori, nel corso delle indagini. "Emerge oggi con elementi di certezza ciò che abbiamo denunciato più volte in questi anni, sostenendo le lotte dei lavoratori del polo logistico piacentino”, dichiarano Nando Mainardi - segretario Prc Emilia-Romagna, e David Santi - segretario Prc Federazione di Piacenza e Cesare Maggi - segretario Prc Circolo di Piacenza, commentano l'indagine condotta dalle fiamme gialle piacentine.

Tra Piacenza e Ferrara
Un altro giro di coop fasulle è stata individuata, sempre in questi giorni, nel ferrarese: manodopera reclutata senza regole, normative contrattuali non rispettate, addirittura impiegati ignari del loro datore di lavoro. L’inchiesta della Finanza per frode fiscale ha portato a 13 denunce e numerosi sequestri. All’indagine giudiziaria si è affiancata infatti quella della Direzione territoriale del Lavoro, dell’Inps e dell’Inail, e che ha portato a scoperchiare una realtà di illegalità e abusi anche in materia di lavoro da parte dei due Consorzi coinvolti nell’inchiesta, entrambi con sede nel ferrarese, e le nove cooperative nel settore dei servizi ad essi collegate. I numeri parlano da soli: quasi quattromila (3983) le violazioni riscontrate e 3643 le posizioni lavorative irregolari rilevate dagli ispettori di cui 1726 riguardano la somministrazione fraudolenta di lavoro, ovvero effettuata con lo specifico obiettivo di eludere norme di legge o del contratto collettivo. Irregolarità diffuse che hanno sottratto agli addetti, hanno calcolato gli ispettori, crediti patrimoniali per 1 milione e 369mila euro per i quali sono state notificate 2.468 diffide accertative, a cui aggiungere 4 milioni e 570mila euro di contributi evasi. Il conto finale per i trasgressori è stato di 863.616 euro di sanzioni amministrative e 583.465 relative a irregolarità di natura penale.

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