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Rappresentanza, "non applicate quell'accordo". Il No alla Cgil parte dall'Emilia Romagna
Quello firmato sulla rappresentanza sindacale "e' un accordo che penso arriveremo a dire che noi non lo applicheremo, speriamo con il consenso dei nostri iscritti".
Lo scontro nazionale tra Cgil e Fiom approda subito anche in Emilia-Romagna dove il numero uno regionale della sigla dei metalmeccanici, Bruno Papignani, spara a zero sull'intesa sulla rappresentanza raggiunta tra i leader confederali; "un accordo fatto esplicitamente contro la Fiom", manda a dire oggi Papignani dalle frequenze di Radio Tau. Ma in Emilia-Romagna e a Bologna, "dove se non c'e' la Fiom non c'e' il sindacato dato che il 50% dei lavoratori sono del settore metalmeccanico", la sigla delle tute blu ha tutta l'intenzione di far valere il suo peso e la sua netta opposizione a quanto deciso dai vertici. Fino al punto di non applicare l'accordo sulla rappresentanza. E mettendo in conto fin d'ora resistenze nell''apparato' Cgil.
"Io penso che la Fiom non possa fare a meno della Cgil e viceversa- dice Papignani- ma stavolta temo si sia voluto fare fuori il gruppo dirigente della Fiom da parte del segretario generale della Cgil" e a Bologna la Camera del lavoro rispecchia l'impostazione romana: "Qui abbiamo i pasdaran della Camusso. Dunque non ho dubbi che Gruppi (segretario della Camera del lavoro di Bologna, ndr) sara' super d'accordo con questo accordo e con il metodo Camusso", afferma Papignani. Fosse cosi' lo scontro con la Fiom (con cui spesso i rapporti sono stati piu' che tesi) sarebbe pressoche' inevitabile. Dunque la Fiom si battera' perche' i lavoratori dell'industria possano votare per esprimersi su quell'accordo, ma se questo non succedera' "dovremo andare nelle assemblee congressuali con un emendamento contro questo accordo e il gruppo dirigente che lo ha firmato. C'e' una questione di democrazia interna molto pesante. Di questo accordo, esplicitamente contro la Fiom, abbiamo saputo solo da internet, e questo - sottolinea Papignani - vale per noi e come per quei segretari che ora magari giustificano l'accordo perche' tengono famiglia". Eppure, per Papignani, la Cgil dovrebbe ribellarsi perche' l'intesa raggiunta sconfessa tante battaglie condotte fin qui. "Si dovevano stabilire delle regole applicative dei due accordi precedenti invece si e' fatto un 'testo unico' che peggiora gli accordi"; un'intesa che, la stronca Papignani, "di fatto costituisce un ruolo diverso del sindacato, cambia la funzione della Cgil, va contro l'accordo interconfederale del 28 giugno, ha profili di incostituzionalita' rispetto ai diritti sindacali e rompe qualunque rapporto di credibilita' tra noi e il segretario generale della Cgil". Papignani, proprio per 'colpa' di Camusso, vede all'orizzonte un altro congresso spaccato, come gia' fu l'ultimo di Bologna.
Del resto, sferza ancora, "fare un accordo per una lotta di potere e guardare alla politica e non ai lavoratori per risolvere i problemi sono cose che fanno male a un sdindacato". Ma pare che la Cgil non ne imbrocchi una da un po', perfino in occasione delle primarie, con gli endorsment a Gianni Cuperlo, alla fine "ha perso, perche cittadini e iscritti al Pd hanno votato Renzi. La Cgil ha perso la sua spinta propulsiva anche in politica", conclude Papignani.

 

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